lunedì 28 agosto 2023

Russia
Il Pontefice romano ai giovani cattolici russi: "Voi siete eredi della grande Russia (...) della grande Caterina II. Non dimenticatelo mai"

La soppressione della Compagnia di Gesù decretata da Clemente XIV tramite il breve Dominus ac Redemptor (21 luglio 1773) fu effettuata in tutto il mondo, fuorché nell’Impero Russo governato allora dall’Imperatrice Caterina II la Grande.
(R.C., a cura Redazione "Il sismografo") La stampa russa ha molto sottolineato le parole pronunciate venerdì pomeriggio da Papa Francesco ai giovani cattolici russi riuniti a San Pietroburgo in occasione del X Incontro nazionale dei giovani cattolici della Russia. Nell'incontro che si è svolto dal 23 al 27 agosto. il Santo Padre,  durante un collegamento video, ha letto un discorso in spagnolo che la Sala stampa vaticana ha distribuito e che è stato ripreso ampiamente dalla stampa italiana e internazionale. Il Papa nella sua allocuzione ha invitato i ragazzi ad essere "costruttori di ponti" e "artigiani di pace in mezzo a tanti conflitti, in mezzo a tante polarizzazioni che ci sono da tutte le parti, che affliggono il nostro mondo. Vi invito a essere seminatori, a spargere semi di riconciliazione, piccoli semi che in questo inverno di guerra non germoglieranno per il momento nel terreno ghiacciato, ma che in una futura primavera fioriranno". Ovviamente quelle del Papa erano parole che tutti hanno associato alla tragica situazione venuta a crearsi, ormai più di diciotto mesi fa, con l'invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa. Ma la cosa interessante — e che già noi abbiamo fatto notare — sono le parole pronunciate a braccio da Francesco prima della benedizione finale impartita ai partecipanti dell'incontro di San Pietroburgo e che si possono vedere e ascoltare in un video disponibile in rete:  
“Non dimenticatevi dell'eredità. Voi siete eredi della grande Russia: la grande Russia dei santi, dei re, la grande Russia di Pietro il Grande, Caterina II, quell'impero russo grande, colto, di tanta cultura, di tanta umanità. Non rinunciate mai a questa eredità. Voi siete gli eredi della grande Madre Russia, andate avanti. E grazie. Grazie per il vostro modo di essere, per il vostro modo di essere russi”. (Il sismografo 26 agosto 2023)
Sentire il Papa di Roma, in questo momento delicato della storia, elogiare Caterina II, l'Imperatrice "che vietava di proclamare nel suo Stato qualsiasi disposizione pontificia" e che "nel 1783 annette la Crimea facendo così scoccare la scintilla di una nuova guerra russo-turca", appare per molti cattolici abbastanza curioso.
Ma forse, più che il Papa, è stato il "gesuita" Jorge Mario Bergoglio a ricordare con riconoscenza la Zarina che  impedì la soppressione della Compagnia di Gesù nell’Impero Russo.
Lasciamolo raccontare da un altro gesuita, p. Marek Inglot S.I. della Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa, della Pontificia Università Gregoriana, in un interessante testo che pubblichiamo di seguito:
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La Compagnia di Gesù nell’Impero Russo (1772-1820)
di MAREK I NGLOT, S.I.
La soppressione della Compagnia di Gesù decretata da Clemente XIV tramite il breve Dominus ac Redemptor (21 luglio 1773) fu effettuata in tutto il mondo, fuorché nell’Impero Russo governato allora dall’Imperatrice Caterina II la Grande. Il decreto pontificio non vi fu mai canonicamente promulgato, consentendo ai religiosi che vi si trovavano di continuare la propria vita in condizioni decisamente straordinarie nel periodo compreso tra il 1773 e il 1814, anno in cui la Compagnia fu canonicamente ricostituita in tutto il mondo per opera di Pio VII.
Questa parte dell’ordine è conosciuta comunemente come la “Compagnia della Russia Bianca”.
Le vicende della Compagnia di Gesù nell’Impero russo negli anni 1772-1820 si svolsero sotto tre Imperatori. I gesuiti accolti da Caterina II, allora al culmine della sua fortuna, si inserirono bene nei piani della sua politica scolastica. Godettero di grandi favori presso lo zar Paolo I, il quale li vedeva utili alla sua politica, non soltanto religiosa, ma come sostegno della reazione e difesa degli antichi valori, e rafforzarono la loro posizione nell’Impero. Furono infine espulsi da Alessandro I dopo un primo periodo di benevolenza.
La “Russia Bianca” e la libertà religiosa
I gesuiti si vennero a trovare in Russia in seguito alla prima spartizione dello Stato polacco, avvenuta nel 1772. Sotto il dominio russo passarono i territori orientali della Polonia, la regione chiamata “Russia Bianca”. L’Imperatrice Caterina II, nella sua politica d’integrazione dei nuovi sudditi, pretese da tutti un giuramento di fedeltà, e per trattenere il maggior numero possibile di popolazione e guadagnarsi le simpatie della nobiltà e del clero, emanò proclami che permettevano la libertà religiosa.
Il 25 dicembre 1772, Caterina emanò un ordine (ukaz) che definiva lo stato giuridico dei cattolici romani nella Russia Bianca e in tutto l’Impero. Sottraendo i fedeli all’autorità dei vescovi residenti in Polonia, la zarina annunziò l’erezione di un vescovato latino per tutto lo Stato russo, volendo col tempo elevarlo al livello di arcivescovato e metropoli. Scelse la città di Mohilev quale sede del nuovo vescovato che fu creato, con uno speciale diploma, il 23 maggio 1774. La stessa Caterina II, in netto contrasto con le leggi della Chiesa cattolica e con i diritti del papa, nominò primo titolare della nuova diocesi Stanisław Siestrzeńcewicz.
Al momento della prima spartizione dalla Polonia, sul territorio della Russia Bianca la Compagnia possedeva diciotto domicili. Nemmeno un anno dopo, il 21 luglio 1773, papa Clemente XIV decretava la soppressione canonica della Compagnia di Gesù. Per intervento della zarina Caterina II i gesuiti della Russia  Bianca non condivisero la sorte dei loro confratelli in tutto il mondo. Il papa, nel decretare la soppressione dell’ordine ignaziano, stabilì che il decreto pontificio entrava in vigore dal momento in cui l’ordinario del luogo o un suo delegato ne dava lettura di fronte ad ogni singola comunità. Ciò non avvenne nell’Impero Russo a causa di un ukaz di Caterina II, che vietava di proclamare nel suo Stato qualsiasi disposizione pontificia. In questo modo i gesuiti rimasero sul posto, continuando la loro vita religiosa e l’attività apostolica.
Dalla consulta alla prima Congregazione Generale: inizia la riorganizzazione
La notizia della soppressione della Compagnia causò una situazione di insicurezza e turbamento fra i gesuiti della Russia Bianca. Pur conoscendo la condizione che per la validità canonica di quest’atto pontificio era necessaria una promulgazione ufficiale, la stragrande maggioranza dei religiosi voleva sottomettersi immediatamente al breve. Tuttavia il superiore di questo gruppo Stanisław Czerniewicz voleva evitare la dispersione spontanea ed immediata dei religiosi per il solo fatto dell’esistenza del decreto di soppressione. Convocò quindi una consulta che decise di rimanere nello statu quo ante perché il breve non era stato ufficialmente promulgato.
Conscio della protezione di Caterina, p. Czerniewicz intraprese sforzi per il consolidamento della vita religiosa nelle case a lui sottomesse, ma non fece alcun tentativo per aprire il noviziato, non concesse il rinnovo dei voti agli scolastici e l’emissione degli ultimi voti ai padri, non nominò nemmeno dei nuovi rettori.
E così fu fino al 1776, l’anno in cui la situazione numerica dell’ordine divenne critica, e si cominciarono ad accettare nell’ordine i gesuiti delle province madri che lo chiedevano.
Il fatto di ammettere alla Compagnia gli ex-gesuiti non bastava per assicurare la continuità dell’insegnamento e delle altre attività apostoliche, l’unico rimedio rimaneva l’apertura del noviziato, che avvenne il 2 febbraio 1780. Il passo definitivo, in quest’opera di riorganizzazione della provincia, fu la Congregazione Generale radunatasi a Połock nell’ottobre 1782 e che elesse vicario generale a vita p. Stanisław Czerniewicz.
La Prima Congregazione di Połock costituì una vera svolta: prese posizione sulla legittimità dell’esistenza stessa dell’ordine e stabilì l’identità della Compagnia. Con l’elezione di un vicario generale e la nomina di un provinciale, l’ordine si presentò da allora nella sua forma consueta.
Così riorganizzati, nel 1783 i gesuiti della Russia Bianca vennero confermati nella loro esistenza dal successore di Clemente XIV, papa Pio VI, il 12 marzo 1783.
A piccoli passi verso il ristabilimento della Compagnia di Gesù
Il 7 marzo 1801, Pio VII emanò il breve Catholicae fidei, con cui approvò e confermò ufficialmente l’ordine dei gesuiti in Russia. Come superiore della Compagnia fu costituito p. F. Kareu e fu prescritta l’osservanza della primitiva regola di Sant’Ignazio. Infine, Pio VII concesse alla Compagnia di Russia ampie facoltà di erigere collegi, educare la gioventù, istruirla nella religione e nelle scienze e amministrare i sacramenti col consenso degli ordinari.
Da questo momento il vicario generale diventò preposito generale dell’ordine, ma solo in Russia. Il breve venne mandato privatamente ai gesuiti di Połock un anno dopo, il 21 settembre 1802, perché lo zar Alessandro I non ritenne necessaria la sua promulgazione giuridica, dato che in Russia i gesuiti non erano mai stati soppressi.
Il Catholicae fidei ebbe una duplice conseguenza nel decennio successivo alla sua emanazione: si riversò su Połock un’ondata di petizioni per ottenere l’affiliazione alla Compagnia in Russia da parte di ex-gesuiti provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti e si generò un grande impeto di entusiasmo missionario.
In questo modo veniva preparandosi il ristabilimento della Compagnia di Gesù da parte di papa Pio VII. La bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum del 7 agosto 1814 stabilì che le concessioni e le facoltà date unicamente per i gesuiti dell’Impero Russo venissero estese a tutto lo Stato Ecclesiastico e a tutti gli altri stati e domini. Si tratta, quindi, di un’estensione progressiva, non di un ristabilimento proveniente dall’alto.
Espansione e conclusione della “Compagnia della Russia Bianca”
Gli anni 1801-1815 furono il periodo fiorente della Compagnia di Gesù nell’Impero Russo. La benevolenza di Paolo I e di Alessandro I e il breve Catholicae fidei di Pio VII, le assicurarono una presenza salda e sicura. L’ordine sviluppò la sua attività scolastica e pastorale: sorsero nuovi collegi e missioni in tutto il territorio del dominio degli zar. L’istituzione centrale in quest’apostolato fu il collegio di Połock. Nel 1812, con un ukaz imperiale di Alessandro I il collegio di Połock fu elevato in grado di Accademia. Il secondo importante centro educativo fu il collegio di San Pietroburgo. Oltre a questi due grandi centri scolastici i gesuiti dirigevano nell’Impero Russo altri sette collegi.
Una particolare importanza fu data dai gesuiti della Russia Bianca alle missioni. Dal 1803 in poi essi crearono sei nuovi importanti centri di missione nel sud e nell’est dell’Impero Russo, per i cattolici di varie nazioni.
L’attività dei gesuiti sotto il governo della Russia ortodossa protrattasi per più di quarant’anni, dimostra la possibilità dell’ordine di adattarsi alle differenti condizioni sociali e politiche. Desideravano soprattutto due cose: mantenere la Compagnia di Gesù e assicurare la cura pastorale ed intellettuale dei cattolici, rimasti sotto il dominio e l’influsso della Russia ortodossa. Proseguendo con perseveranza e determinazione, raggiungessero entrambi gli obiettivi.
Con la loro fedeltà al proprio Istituto e alla Chiesa cattolica, i gesuiti attirarono su di sé l’ostilità del potere laico e della Chiesa ortodossa. Il ristabilimento della Compagnia di Gesù nel 1814 porgeva agli avversari un nuovo motivo di ostilità: toglieva al governo russo la possibilità di controllare l’ordine. Tutto questo provocò l’espulsione dei gesuiti: prima da San Pietroburgo (20 dicembre 1815) e più tardi, il 25 marzo 1820, da tutto l’Impero Russo.  
Università Gregoriana - (fonte)