martedì 24 maggio 2022

Ucraina
Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk: “Un grande dolore ascoltare chi dà una giustificazione cristiana per la guerra”

24 maggio 2022. Intervento ad una conferenza della Fondazione Ambrosianeum, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina parla del piano genocida del governo russo contro il popolo ucraino.
La guerra in Ucraina è ben pianificata come un genocidio della popolazione ucraina, ma “un dolore più profondo è quello di ascoltare una giustificazione cristiana di questa guerra”. Intervenendo all’incontro “Ucraina: una pace da costruire”, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, l’Arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha di nuovo dato i dettagli di una guerra che si configura come un genocidio del popolo ucraino, denunciato l’uso della violenza sessuale come arma, sottolineato lo shock nel vedere che c’è anche una giustificazione cristiana per l’aggressione russa.
L’incontro ha avuto luogo il 23 maggio, ed era organizzato a Milano dalla Fondazione Ambrosianeum, dell’Istituto Auxologico e dall’Università Cattolica di Milano insieme con la Diocesi di Milano. L’Arcivescovo maggiore ha sottolineato che dal 24 febbraio, giorno dell’inizio dell’aggressione russa, “sia l’Ucraina che la Russia di prima non esistono più”.
Sua Beatitudine ha sottolineato che la città di Kyiv è stato il primo bersaglio dell’avanzata russa, che è arrivata fino a poche decine di chilometri dalla cattedrale. Al momento, Kyiv è salva, ma c’è una linea di combattimenti “larga quasi 3000 chilometri”, mentre ci sono mezzo milione di soldati, da parte russa e ucraina, impiegati sul territorio.
La Chiesa greco-cattolica ucraina da subito ha dato soccorso, ha ospitato nei sotterranei della cattedrale quasi 500 persone, e “tutti si chiedevano il perché di questa guerra”. Ha detto il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina: “Quando ho visto una famiglia, padre, madre e due bambine di 6 e 11 anni ammazzati e poi bruciati, vi devo dire umanamente dentro di me è sorta la stessa domanda: Signore, ma perché? Devo confessare che non riesco a capire”.
L’Arcivescovo maggiore Shevchuk denuncia la “tragedia  umanitaria” in corso, ha ringraziato le nazioni che hanno accolto i profughi e rifugiati ucraini, ha chiesto a tutti di chiedersi il vero perché della guerra.
Alla domanda, Sua Beatitudine Sviatoslav dà “alcune risposte, che noi adesso forse possiamo dare a questa domanda così drammatica”. Prima di tutto, il fatto che le testimonianze hanno mostrato che  “i soldati russi nelle città satelliti della capitale, che sono state da loro occupate, cominciavano a ricercare la gente civile”, e questo era parte di un piano, perché “poche settimane dopo l'inizio della guerra, su un sito ufficiale dei mezzi di comunicazione russe ‘Ria Novosti’ è apparso un testo, un documento, che spiega quali ordini, quali ragioni per questa missione (loro la chiamano una missione militare, non guerra) hanno ricevuto i soldati russi. Il primo punto di questo manifesto del genocidio ucraino e quello che popolo ucraino non esiste. Ucraini sono i russi che hanno creduto di essere ucraini. Non esiste una lingua, una storia, una cultura ucraina. Se c'è qualche espressione di questo tipo della vita umana, deve essere annientata”.
Ma l’Ucraina, nota l’Arcivescovo maggiore, è “un popolo di 60 milioni di persone, 44 milioni in Ucraina e 20 milioni sparsi nel mondo”, un popolo che “è stato condannato a morte”.
Sua Beatitudine sottolinea poi che “un dolore ancora più profondo è quello di ascoltare una giustificazione cristiana di questa guerra”, a partire dal patriarca di Mosca Kirill fino ai “propagandisti”, i sacerdoti ortodossi che “metodicamente stanno giustificando questi crimini”, i quali “strumentalizzano lo stesso messaggio cristiano per una finalità ideologica nazionalista russa”.
Per il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, “questa giustificazione della guerra si avvicina sempre più alla dottrina dell’Isis, dello Stato islamico. Gli stessi propagandisti la citano esplicitamente; propongono gli stessi argomenti, sebbene avvolti in questo caso nei panni cristiani. Si parla che questa guerra metafisica è una guerra contro il globalismo universale, soprattutto occidentale ed americano”. In fondo, anche il dialogo ecumenico è “pericolo del globalismo religioso, pericolo per la stessa autentica e vera ortodossia”.
Sua Beatitudine Sviatoslav denuncia il “terrificante uso della violenza sessuale come un’arma”, tanto che anche i bambini sono stuprati. Gli stupri – spiegano gli psicologi – “sempre sono stupri fatti in pubblico, per umiliare pubblicamente le persone che devono essere rieducate. Stupri che hanno finalità di terrorizzare, intimorire gli altri che devono guardare. Quando vi parlo di questo, mi si stringe la gola. Anche la stessa sessualità viene utilizzata come arma di guerra”.
Sua Beatitudine Shevchuk nota che si dice che “gli uomini armati ricevono non soltanto un permesso, ma un ordine di farlo”, cosa che dimostra il fenomeno “di un’estrema rivelazione di un male”.
“Dietro di questo – continua Beatitudine - c'è una ideologia, che ha il suo nome: si chiama l’ideologia del mondo russo. Importante è sottolineare che più di 340 eminenti teologi delle Chiese ortodosse di tutto il mondo hanno condannato questa ideologia come l'eresia del fondamentalismo religioso etno filetico di natura totalitaria, ma noi ne siamo le vittime”.
La guerra porta ogni giorno perdite tra i 50 e 100 soldati, mentre le vittime civili, incalcolabili, sono 10 volte di più. “Questa guerra – dice Sua Beatitudine Sviatoslav – “è una guerra della terra bruciata: dove passa, nessuno sopravvive, tutto diventa deserto”.