lunedì 4 aprile 2022

Vaticano
In attesa delle parole del Vaticano su Bucha ricordiamo quanto disse il 16 luglio 1995 san Giovanni Paolo II dopo la mattanza di Srebrenica

Nessuna causa, nessun progetto possono giustificare
 azioni e metodi così barbari: 
sono crimini contro l'umanità!
(a cura Redazione "Il sismografo") Cinque giorni dopo la mattanza etnica di Srebrenica, Bosnia Erzogovina, nel corso dell'Angelus del 16 luglio 1995, Papa s. Giovanni Paolo II disse:
"Le notizie e le immagini che provengono dalla Bosnia, ed in particolare da Srebrenica e da Zepa, testimoniano quanto l'Europa e l'umanità siano sprofondate ancor più nell'abisso dell'abiezione. Nessuna causa, nessun progetto possono giustificare azioni e metodi così barbari: sono crimini contro l'umanità! Come vorrei che la mia parola, il mio affetto e la mia preghiera giungessero fino a quei fratelli ed a quelle sorelle, rigettati sulla strada dell'esodo nella più estrema miseria! Supplico tutti gli uomini di buona volontà di continuare senza stancarsi a soccorrere quelle martoriate popolazioni. Ciò che si sta consumando sotto gli occhi del mondo intero costituisce una disfatta della civiltà. Questi delitti rimarranno come uno dei capitoli più tristi della storia dell'Europa. Voglia Dio toccare i cuori ed illuminare gli spiriti smarriti!"
Fonte - Vatican.va
Nota. Ieri, domenica 3 aprile, un giornalista, sull'aereo che portava Francesco a Roma, ha fatto cenno in una domanda al Papa alle notizie sulla mattanza nella località ucraina di Bucha. Ecco quanto ha detto il Papa: "Grazie per avermi detto questa notizia di oggi che non conoscevo ancora. Sempre la guerra è una crudeltà, una cosa inumana, che va contro lo spirito umano, non dico cristiano, umano. È lo spirito di Caino, lo spirito “cainista”…"
Vale a dire, il Pontefice è salito sull'aereo senza sapere nulla di una notizia orrenda che circolava da qualche ora?