venerdì 4 marzo 2022

Vaticano
La condanna a 4 anni e mezzo di carcere per abusi sessuali e di autorità del vescovo argentino Gustavo Zanchetta, molto amico di Francesco, è un duro colpo per il Pontefice

(a cura Redazione "Il sismografo")
  La condanna a 4 anni e mezzo di carcere, emessa oggi da un tribunale dell’Argentina dopo 4 anni di processo, contro il l’ex vescovo di Orán, Gustavo Zanchetta (Rosario, 28 febbraio 1964), nei guai da qualche tempo per diverse accuse gravissime tra cui abusi sessuali e pressioni per far ritrattare alcuni seminaristi che lo accusavano, è un duro colpo per il Papa non solo per il suo ministero ma anche per la sua persona. Certo, il Santo Padre non c’entra nulla con i reati puniti e neanche con la condotta di Zanchetta. Eppure questa notizia non risparmierà a Francesco molti problemi d’immagine, di amplificazione mediatica, che sono terreni che a lui piacciono per il suo ministero e magistero.
E perché? Perché il Papa è entrato in questa vicenda quando avrebbe dovuto fare diversamente. Ha fatto errori importanti come per esempio nominare Zanchetta vescovo di Orán (23 luglio 2013) quando il presbitero era piuttosto "chiacchierato".
Il Papa ha sempre protetto mons. Zanchetta (sacerdote dal 23 luglio 2013) e purtroppo ha mantenuto questa tutela fino a limiti insidiosi. Nelle schede biografiche sul vescovo si legge: “Il 29 luglio 2016 monsignor Zanchetta si è allontanato dalla sua diocesi, giustificandosi qualche giorno dopo con una lettera in cui ha parlato di un problema di salute non meglio precisato. Qualche giorno dopo Gabriel Acevedo, vicario generale della diocesi ha comunicato alla Conferenza episcopale argentina che Zanchetta era ospite dell'arcidiocesi di Corrientes dell'arcivescovo Andrés Stanovnik. Due mesi dopo Zanchetta è tornato in pubblico alla cerimonia di apertura dell'anno scolastico dell'Università ecclesiastica di San Damaso, senza mostrare problemi di salute evidenti. Il 19 dicembre 2017 Papa Francesco lo ha nominato assessore dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA – guidata dal vescovo italiano mons. Nunzio Galantino), incarico fino allora del tutto inedito e, secondo alcuni, dai contorni non definiti. Nel settembre 2021 è cessato da tale incarico. Alla fine del 2018 viene accusato da tre seminaristi maggiorenni di violenze sessuali e da altri dieci di abusi di potere e di una cattiva gestione finanziaria. Il 21 novembre 2019, il procuratore dell'Ufficio sulla violenza di genere e sui crimini contro l’integrità sessuale di Orán ha richiesto un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti nel caso di non presentarsi all'udienza prevista per il 27 novembre 2019 a Salta.”
Zanchetta, come altri attuali importanti responsabili in diversi uffici del Vaticano, e anche ex o futuri vescovi con problemi nella sfera sessuale, è stato mandato a fare ritiro spirituale in Spagna presso un prete gesuita, Germán Arana, che lavora da diversi anni nel seguimento di ecclesiastici problematici. Oltre a Zanchetta si può ricordare il cileno mons. Juan Barros coinvolto insieme ad altri 3 presuli nello scandalo del caso Karadima.
Papa Francesco spiegò a Televisa la vicenda di mons. Gustavo Zanchetta, vescovo argentino sotto processo nel suo Paese.
Questa trascrizione è una parte di quanto ha detto allora il Papa alla giornalista messica Valentina Alasraki. Un altra parte è stata tolta dal filmato e non è mai stata diffusa così come altri spezzoni in cui si parla di altre questioni. (Trascrizione e video)