mercoledì 1 dicembre 2021

Vaticano
[2/3] Il Papa nel cuore del Mediterraneo per parlare al cuore dell'Europa sui migranti. La dolorosa iperbole di Francesco: 'persone che cercano la vita e trovano la tomba'

Francesco a Lesbo per la seconda volta in 5 anni: ll 16 aprile 2016 nel Campo profughi di Mòria e ora, domenica 5 novembre, nel nuovo Campo di Kara Tepe (Mavrovouni)

(L. B. - R. C. - a cura Redazione "Il sismografo") Al termine dell'Angelus, domenica scorsa, Papa Francesco ha pronunciato queste parole: "Ma quanti migranti – pensiamo questo – quanti migranti sono esposti, anche in questi giorni, a pericoli gravissimi, e quanti perdono la vita alle nostre frontiere! Sento dolore per le notizie sulla situazione in cui si trovano tanti di loro: di quelli che sono morti nel Canale della Manica; di quelli ai confini della Bielorussia, molti dei quali sono bambini; di quelli che annegano nel Mediterraneo.  Tanto dolore pensando a loro. Di quelli che sono rimpatriati, a Nord dell’Africa, sono catturati dai trafficanti, che li trasformano in schiavi: vendono le donne, torturano gli uomini… Di quelli che, anche in questa settimana, hanno tentato di attraversare il Mediterraneo cercando una terra di benessere e trovandovi, invece, una tomba; e tanti altri. Ai migranti che si trovano in queste situazioni di crisi assicuro la mia preghiera, e anche il mio cuore: sappiate che vi sono sempre vicino. Pregare e fare. Ringrazio tutte le istituzioni sia della Chiesa Cattolica sia di altrove, specialmente le Caritas nazionali e tutti coloro che sono impegnati ad alleviare le loro sofferenze. Rinnovo l’appello accorato a coloro che possono contribuire alla risoluzione di questi problemi, in particolare alle Autorità civili e militari, affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone. Pensiamo ai migranti, alle loro sofferenze, e preghiamo in silenzio… [momento di silenzio] (Testo)
Come abbiamo già ricordato, dalla visita del 2016 ad oggi non è cambiato sostanzialmente nulla della tragedia dei rifugiati, delle guerre e dei conflitti nell'area mediterranea e anche altrove (confine Messico-Usa, Oceania-Australia, Polonia-Bielorrusia ...), tutte realtà che sono, insieme con la povertà generalizzata e i cambiamenti climatici, alla radice dell'aggravarsi delle crisi migratorie. In Europa, principalmente Grecia, Italia e Spagna continuano a sostenere il peso più grande dell'emergenza migratoria e intanto il resto dell'Unione Europea cerca di abbassare il profilo della crisi senza affrontare con lucidità e coraggio la questione. Oltre a dare soldi a Erdogan, Presidente della Turchia, che usa i profughi come merce di scambio mentre i cosiddetti governi sovranisti - che spesso raccattano voti strumentalizzando elettoralmente il dramma dei profughi - non modificano una sola riga delle loro politiche al riguardo, anzi ora cominciano a costruire nuovi muri e così ingigantiscono paure, dubbi e perplessità.
Nel luglio scorso l'Organizzazione internazionale per le migrazioni nel suo Rapporto, secondo quanto riferisce l'Ansa, sottolineava: "Secondo le statistiche pubblicate in un nuovo rapporto, almeno 1.146 persone sono morte in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa nella prima metà del 2021. Nel 2020, 513 erano morte nello stesso periodo e 674 nel 2019. La maggior parte dei decessi è stata registrata nel Mediterraneo (896), circa 250 nel tentativo di raggiungere le Isole Canarie, nell'Oceano Atlantico." (Ansa)
Appare dunque evidente che Papa Francesco non è solo preoccupato ma anche allarmato e molto. La questione in sostanza è il tema più ricorrente nel magistero di Papa Bergoglio dal giorno della sua elezione. Il Santo Padre ora punta il dito contro una sorta di assuefazione di fronte a questa emergenza e soprattutto il consolidarsi di una indifferenza calcolata e dosata, come se fosse possibile domesticare la tragedia facendo ricorso agli interessi di stato. Ciò trasformerebbe la questione in un gioco senza scrupoli dove esseri umani diventano pedine del potere.
Francesco torna nel cuore del Mediterraneo per alzare la voce e far arrivare il suo grido al cuore dell'Europa, ai poteri di ogni tipo che governano il vecchio continente. Nulla di nuovo. Sono cose che il Papa ha detto in decine di occasioni, in particolare in due discorsi che oggi alla vigilia di questo Viaggio del Pontefice vale la pena rivedere:
- Discorso in occasione degli auguri al Corpo Diplomatico accreditato presso il Vaticano
Sala Regia - Lunedì, 11 gennaio 2016
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- Discorso in occasione del conferimento del Premio Carlo Magno
Sala Regia - Venerdì, 6 maggio 2016
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