venerdì 22 ottobre 2021

Vaticano
Stralci del discorso di Papa Francesco alle religiose di Maria Ausiliatrice: i diavoli della mondanità spirituale - il peggior male che può accadere alla Chiesa - sono educati e sanno entrare lentamente

Questa mattina il Santo Padre Francesco si è recato in auto presso la Curia Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dove ha incontrato le partecipanti al 24.mo Capitolo Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che è in corso a Roma dall’11 settembre al 24 ottobre 2021 sul tema “Comunità generative di vita nel cuore della contemporaneità”.

(Sala stampa vaticana) "Il Vaticano II ha indicato alla Chiesa questa via, che è la via di Dio: l’incarnazione nella storia, l’immersione nella condizione umana. Ma ciò presuppone un saldo radicamento in Cristo, per non essere in balìa della mondanità nelle sue diverse forme e nei suoi travestimenti. Non dimenticatevi che il peggiore male che può accadere nella Chiesa è la mondanità spirituale. Posso dire quasi che sembra peggio di un peccato, perché la mondanità spirituale è quello spirito così sottile che occupa il posto dell’annuncio, che occupa il posto della fede, che occupa il posto dello Spirito Santo. Padre De Lubac, nel libro Méditation sur l’Eglise, nelle ultime pagine parla di questo. Andate a cercarle. Le quattro ultime pagine. Dice questo che è fortissimo: la mondanità spirituale è il peggior male che può accadere alla Chiesa, peggio dello scandalo ai tempi dei Papi concubinari. È forte. Il diavolo entra nelle case religiose per questa strada. A me aiuta per capire come entra il diavolo fra noi. E non è un peccato, non è una suora che uccide un’altra – uno scandalo! – o che insulta un’altra, no, questo è un peccato brutto, si scandalizzano tutti, chiedono perdono... No. Gesù ci insegna come il diavolo entra qui, e dice così: “Quando lo spirito immondo è stato cacciato via da una persona, se ne va, gira per deserti, si annoia, allora dice: ‘Tornerò alla mia casa per vedere come sta’. Una casa tutta pulita, tutta bella, tutta preparata. E va, trova sette peggiori di lui e entra in quella casa. Ma non entra forzando, no, entra educatamente: suona il campanello, dice buongiorno. Sono diavoli educati. Noi non ci accorgiamo che stanno entrando. Così entrano lentamente e noi: “Ah, che bello, che bello, vieni, vieni…”. E alla fine, la condizione di quell’uomo è peggiore che all’inizio. Così succede con la mondanità spirituale. Persone che hanno lasciato tutto, hanno rinunciato al matrimonio, hanno rinunciato ai figli, alla famiglia… e finiscono – scusate la parola – “zitellone”, cioè mondane, preoccupate per quelle cose… E l’orizzonte si chiude, perché dicono: “Questa neanche mi ha guardato, quella mi ha insultato, quella…”. I conflitti interni che chiudono. Per favore, fuggite dalla mondanità spirituale. E anche dallo status: “Io sono religioso, io sono religiosa…”. Esaminare questo. È il peggio che può accadere. È come un […] che lentamente ti toglie la forza. E invece di essere donne consacrate a Dio, diventano così “signorine educate”. […] dove c’è il servizio missionario, dove c’è il servizio, dove c’è la mortificazione, di tollerarsi di tollerarsi l’una l’altra. E San Giovanni Berchmans diceva: “La mia più grande penitenza è la vita comunitaria”. E ci vuole! Ci vuole tanta penitenza per tollerarsi l’una l’altra. […] Ma state attente alla mondanità spirituale. Non che per vivere ho bisogno di cambiare il telefonino, che ho bisogno di questo, di quell’altro, di prendere le vacanze sulla spiaggia… Sto parlando di cose vere. Ma la mondanità è quello spirito che ti porta a essere non in pace o con una pace non bella, una pace sofisticata." (...)
Testo integrale - Sala stampa vaticana