giovedì 16 settembre 2021

Vaticano
Le parole del Papa su un cardinale negazionista finito in ospedale con il Covid/19. Le perplessità e il disorientamento nel mondo cattolico

(L.B. - R.C. - a cura Redazione "Il sismografo")
Ieri Papa Francesco, sull'aereo che dalla Slovacchia lo riportava a Roma, in merito a una domanda generica sui vaccini posta dal giornalista slovacco Bohumil Petrik del Dennik Standard, forse per la fatica e per la precarietà del momento - molte cose in poco tempo, dopo quasi 4 giorni di intensi impegni pastorali e diversi spostamenti - ha rilasciato alcune dichiarazioni che subito tutti hanno interpretato come un riferimento diretto  - però senza mai nominarlo -  alla vicenda umana, personale e dolorosa del porporato statunitense, molto conservatore e anti-Bergoglio, Raymond Leo Burke, ricoverato a metà agosto per Covid/19, in fin di vita per diversi giorni ma, grazie a Dio, oggi a casa sua in via di guarigione.
In molti si chiedono: che bisogno c’era di portare la vicenda in pubblico, in una conferenza stampa di risonanza mondiale, e in questi termini?
Ecco la domanda del giornalista e la risposta del Papa (trascrizione Vatican News; video dal minuto 5):
Domanda: La vaccinazione ha diviso i cristiani, anche in Slovacchia. Lei dice che è un atto d’amore fare il vaccino. Allora, quando non si fa il vaccino, come lo chiamerebbe? Perché alcuni credenti, pure, si sono sentiti discriminati. Ci sono anche diversi approcci nelle diverse diocesi su questo punto (...) e quindi come riunirsi, come riconciliarci su questo tema?
Risposta del Santo Padre: "È un po’ strano perché l’umanità ha una storia di amicizia con i vaccini: il morbillo, la poliomielite... Ora è arrivato questo. Forse è arrivato per la virulenza e l’incertezza, non solo della pandemia, ma anche per la diversità dei vaccini e anche la fama di alcuni vaccini, che non sono adatti o sono un po’ più che acqua distillata. Questo nella gente ha creato una paura. Altri che dicono che è un pericolo perché affermano che col vaccino ti entra il virus dentro e tante argomentazioni che hanno creato questa divisione. Anche nel Collegio cardinalizio ci sono alcuni negazionisti e uno di questi, poveretto, è ricoverato con il virus. Ironia della vita. Non so spiegarlo bene, alcuni dicono perché i vaccini non sono sufficientemente sperimentati e hanno paura... Si deve chiarire e parlare con serenità di questo. In Vaticano sono tutti vaccinati tranne un piccolo gruppetto che si sta studiando come aiutare."
Come abbiamo detto, e come scrive oggi la stampa, il Papa si riferiva al card. Raymond L. Burke, l’unico cardinale negazionista finito per Covid/19 in ospedale. Altri cardinali che sono stati ricoverati in passato (per esempio l’italiano Gualtiero Bassetti, anche lui in fin di vita), o sono ricoverati oggi come il venezuelano Jorge Urosa, non sono stati mai negazionisti. Anzi, non risultano cardinali negazionisti tranne che il cardinale Burke.
Per la verità questa vicenda è molto dolorosa per il mondo cattolico, pieno di perplessità, sofferenze e domande. Perché stiamo arrivando a questi toni e a questi modi?