martedì 27 luglio 2021

Vaticano
Patris corde, il padre nel cuore della società. Con qualche scappellotto

(Simone M. Varisco - cafestoria.it) L’Anno di San Giuseppe, compiuto il giro di boa, procede sottotraccia e si avvia alla conclusione. Al pari della paternità, virtù e limite della riflessione: quella familiare, così come politica e spirituale. Servirebbe una scossa, forse uno scappellotto. Sono trascorsi oltre sette mesi dall’indizione dell’Anno di san Giuseppe, voluto da papa Francesco per celebrare il 150° anniversario del decreto Quemadmodum Deus, con il quale Pio IX ha dichiarato san Giuseppe patrono della Chiesa cattolica. Il fine dell’iniziativa, come si legge nel documento della Penitenzieria Apostolica dell’8 dicembre 2020, è «di perpetuare l’affidamento di tutta la Chiesa al potentissimo patrocinio del Custode di Gesù». Di san Giuseppe nel decreto si ricordano il rapporto filiale con Dio, la pratica della giustizia, la custodia della Santa Famiglia di Nazareth, il suo essere lavoratore e l’aver sperimentato la persecuzione. (...)