martedì 8 giugno 2021

Vaticano
(2) Il futuro della secolare Segretaria di Stato nella nuova Costituzione Apostolica che confermerà molte riforme di Francesco che sono state già avviate e applicate. Le incongnite ...

(L.B. - R.C. - a cura Redazione "Il sismografo")
Per inquadrare meglio le prospettive della nuova Costituzione Apostolica prossima, associata fortemente alla riforma della Chiesa di cui Papa Francesco parla con insistenza e convinzione dal giorno della sua elezione, va sottolineato anzitutto che sino ad oggi il documento Pastor Bonus di s. Giovanni Paolo II (1988) è tuttora in vigore ma molte delle sue parti e dei suoi contenuti fondamentali - nei fatti - sono stati già modificati con numerosi Motu Propro di Francesco, diventati strumenti giuridici decisivi per attuare la riforma. Una parte sostanziale della Pastor Bonus ormai è scomparsa, non esiste da tempo (è inapplicabile) e nell'organigramma curiale in questi anni sono apparse realtà nuove che non trovano per ora un riflesso codificato in una Costituzione. Basta scorrere i titoli della Pastor Bonus per capire che nei fatti in oltre otto anni di papato la struttura di governo è stata già riveduta drasticamente. 
In sostanza, adesso, dopo decenni, la Praedicate evangelium di Francesco dovrebbe certificare per così dire una nuova e ampia dimensione sinodale della Chiesa, della sua riforma, in marcia da qualche anno.[1] 
La Segretaria di Stato
Tra le strutture completamente nuove sorte in questianni ricordiamo, per esempio, la Segreteria per l'Economia, il Dicastero per la Comunicazione, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. D'altra parte ricordiamo anche che alcuni Pontifici Consigli sono scomparsi del tutto, o sono stati accorpati ad altri enti oppure sono stati subordinati alle nuove strutture di vertici create sovente con Motu Proprio specifici.
Già oggi "la Curia romana è l'insieme dei dicasteri e degli organismi che coadiuvano il romano Pontefice nell'esercizio del suo supremo ufficio pastorale per il bene e il servizio della Chiesa universale e delle Chiese particolari" [1], non è più quello che ufficialmente è scritto nella Pastor Bonus. La stessa Santa Sede, i media vaticani e la stampa specializzata, utilizzano nomi, concetti e riferimenti del tutto nuovi, legati direttamente a decisioni del Santo Padre Francesco, cose ampiamente diffuse e conosciute.
Si attende quindi che la Praedicate evangelium, nome provvisorio della Costituzione Apostolica in arrivo, in questo senso e da questo importante punto di vista non sia una novità assoluta bensì una conferma. Detto in un altro modo, tranne che in alcuni passaggi non ci si deve aspettare dalla riforma cambiamenti clamorosi e spettacolosi poiché, come già spiegato, la Costituzione difficilmente potrà introdurre delle novità del tutto inedite dopo ciò che Papa Francesco ha già cambiato in questi oltre otto anni di pontificato.
Forse è logico attendere alcune novità in due campi specifici: uno riguarda l'accorpamento nell'ambito della cultura in senso lato - con la possibile creazione di un dicastero -  dove entrerebbero accato al Pontificio Consiglio per la Cultura altri organismi come la Biblioteca Apostolica Vaticana [2]. Poi ci saranno forse delle novità nel caso della Segreteria di Stato che nelle precedenti Costituzioni veniva sempre definita e presentata come l'Ufficio più importante della Sede Apostolica perché si tratta di uno strumento di collaborazione diretta con il Pontefice. Con parole più attuali, la Segreteria di Stato potrebbe essere definita come la sede pratica ed esecutiva della governance della Chiesa da parte del Papa. Questo interesse si spiega anche perché è da parecchi anni un organo al centro di molte critiche  e lo stesso Papa Francesco parlando alla Curia Romana, il cui asse portante è appunto la Segreteria di Stato, elencò un duro e lungo numero di giudizi negativi. (Discorso, 22 dicembre 2016)
L'attuale Segreteria di Stato, con una riforma di Papa Francesco, è passata da 2 a 3 Sezioni: Prima sezione (Affari generali), Seconda Sezione (Rapporti con gli stati) e Terza Sezione (Rappresentanze Pontificie). Già questo passaggio è stato una riforma importante alla quale, recentemente, il Papa ha aggiunto la richiesta di trasferimento all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) l'intera struttura finanziaria che la Segreteria guidava da moltissimi anni per amministrare soldi (tra cui quelli dell'Obolo di San Pietro), fare investimenti e accrescere questo patrimonio. Oggi, allo stato attuale, la Segreteria di Stato dovrebbe essere una struttura di governo senza denaro e quindi si deve finanziare con proventi concessi da altri organismi, ragione sufficiente per parlare di drastico ridimensionamento. Una cosa simile, seppure in altri campi, era già accaduta ai tempi del precedente Sostituto della Segretaria di Stato, l'allora mons. Angelo Becciu,  al quale con la creazione della Segreteria per l'Economia e del Dicastero per la Comunicazione vennero tolti poteri e facoltà sui media vaticani (Radio Vaticana , oggi Vatican News, e Osservatore Romano).
Va detto però, a ragion del vero, che questi passaggi riformatori non hanno molto cambiato la realtà poiché tuttora le autorità del Dicastero per la Comunicazione sono tenute a coordinarsi con la Segretaria di Stato, tramite l'Assessore o altri e raramente con il Sostituto. Un esempio di questa situazione complicata, e a volte incomprensibile per la stampa stessa, è lo status del Direttore della Sala stampa, che oggi dipende direttamente dal Prefetto del Dicastero per la Comunicazione e al tempo stesso dal Sostituto della Segreteria di Stato e dall'UID (Ufficio Informazione e Documentazione della Segreteria di Stato). Quindi, se si esclude la questione amministrativa e del personale, l'apparato mediatico vaticano dopo la riforma è formalmente un organismo autonomo per così dire ma al medesimo tempo continua a essere parte dei processo decisionale dei vertici della Segreteria di stato.
Tutto fa pensare che la riforma, pur conservando la Segretaria di Stato, la farà diventare una sorta di "cerniera esecutiva" tra il Papa e la burocrazia ecclesiastica, senza poteri decisionali, anche se ciò aprirà subito non pochi problemi delicatissimi: per esempio tutto quello che riguarda i rapporti con gli Stati e i rappresentanti diplomatici, la scelta di alcuni vescovi la cui nomina passa attraverso il canale della Segreteria, e infine la questione non piccola dell'autorevolezza - non solo mediatica - di una figura come quella del Segretario di Stato, che ovviamente non è il Pontefice ma parla a nome suo con severità e tempestività e firma a suo nome numerosi messaggi, lettere e telegrammi ed altro. 
Un Segretario di Stato semplice "coordinatore" finirebbe per stravolgere l'impianto curiale seminando confusione, disordine e disorientamento. Ciò appare più rischioso se si tiene conto che quanto si è visto sino ad oggi attraverso decine di Motu proprio, evidenzia una forte tendenza alla verticalizzazione della Curia: pochi centri decisionali con attorno accorpamenti piuttosto numerosi e di natura diversa, guidati da uno o massimo tre prelati, che concentrano una grande quantità di poteri.
Note
[1] Il Consiglio di cardinali che ha aiutato il Papa ad elaborare e scrivere la nuova Costituzione nell'arco di sette anni ha consultato in modo approfondito gli Episcopati di tutto il mondo, i cardinali e decine teologi, canonisti, accademici e molti altri esperti.
** La sinodalità nella missione e nella vitta della Chiesa - Commissione Teologica Internazionale
Documento

** Sinodalità . Massimo Naro
"Non è agevole comprendere il discrimine che passa tra la sinodalità e un Sinodo: si rischia di presumere che, a confronto con lo spessore concreto di questo, quella appaia semplicemente un concetto astratto. La sinodalità, però, ha un respiro largo e complesso. Scaturisce dal crogiuolo dei rapporti che costituiscono ciascuna Chiesa locale in se stessa e in relazione alle altre Chiese particolari. Il contrassegno della sinodalità è il pluralismo. La Chiesa veramente sinodale è sinfonica - “poliedrica” si legge nell’esortazione Evangelii gaudium, che il Papa a Firenze non a caso ha chiesto di approfondire “in modo sinodale” -, valorizza le distinzioni ma non ammette distanze. La sinodalità significa - inoltre - convenire insieme, muoversi di concerto, fare ciascuno la propria parte nella comunità e per la comunità".
Testo
[2] Pastor Bonus - 28 giugno 1988 - s. Giovanni Paolo II
In questo testo, nella sua versione web, si precisa con alcune note quali sono gli organismi e/o enti che "hanno cessato la loro attività"
[3] Per ora il prelato più accreditato come probabile Prefetto del nuovo dicastero è l'attuale Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, il cardinale José Tolentino Calaça de Mendonça (Portogallo). Secondo alcuni, in questo Dicastero potrebbe entrare anche l'Archivio Apostolico (con documenti degli ultimi otto secoli) di guidato oggi da mons. Sergio Pagano. Altri osservatori ritengono che non sarà così poiché questo Archivio ha una sua parte del tutto speciale dato che moltissimi dei suoi documenti non sono pubblici e vengono custoditi sotto segreto pontificio. 
Questo organismo non va confuso con l'Archivio storico che esiste presso la Seconda Sezione della Segreteria di stato.
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(1) La prossima Costituzione Apostolica sulla Curia Romana che pubblicherà Papa Francesco sarà la quinta in 433 anni. I Pontefici predecessori che hanno legiferato su questa materia sono Sisto V, Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Alcune premesse ...
(L.B. - R.C. - a cura Redazione "Il sismografo")