martedì 4 maggio 2021

Italia
Covid, la catena di preghiera del papa. La maratona del Rosario porta (sempre) a Pompei

(Angelo Scelzo - Il Mattino)
La chiesa e la pandemia è ormai già un capitolo sotto le lenti della storia, e con un protagonista assoluto, Papa Francesco. Molto più dei virologi, e naturalmente dal proprio versante, al virus Bergoglio non ha dato requie. L’ha affrontato in piazza, la “sua”, San Pietro, diventata scenario, al tempo del primo lockdown, il venerdì santo, di una drammatica e suggestiva rappresentazione, nel deserto di folla, e nella solennità di parole con l’eco di altri tempi - “fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante”. Sul sagrato l’immagine della “Salus populi domani” e, sotto la pioggia battente, la statua miracolosa del Crocifisso di San Marcello al Corso che protesse  Roma durante la peste del 1522. Ma si trattò solo del grande inizio. Da allora in poi, la pandemia è entrata nel Magistero del Papa, come nuova e inedita chiave di lettura dei guasti di una modernità malata. Bergoglio l’ha presa anzi come lente di ingrandimento capace di mettere ancora più a  fuoco l’intollerabile divario di ricchezze e risorse che dai popoli si riversa sulle persone, lo scriteriato saccheggio della terra al centro dello squilibrio e delle devastazioni ambientali. Sul piano della denuncia, e della necessita di mettere in atto iniziative di una solidarietà senza frontiere, Papa Francesco non ha dato tregua. Sulle sue tracce non è certo rimasta in silenzio anche la chiesa italiana, chiamata tuttavia a confrontarsi in maniera più diretta, e talvolta perfino conflittuale, con le norme di un governo statale che, nelle due formazioni, prima Conte, poi Draghi, ha mostrato di tenere in scarso conto l’autonomia degli organismi ecclesiali. Il nuovo capitolo della “maratona” di preghiera del Rosario, durante tutto il mese di maggio, inaugurata sabato 1° maggio dal Papa in san Pietro, mentre segna un ulteriore passo avanti nella pastorale di confronto con la pandemia, pone in luce un aspetto che riguarda da vicino la realtà Campana. Tutte le strade del Rosario portano a Pompei: sembra questa la conclusione da trarre scorrendo il programma tra i santuari più famosi al mondo – da Lourdes ad Aparecida, da Fatima a Guadalupe – dove si svolgeranno gli incontri di preghiera. La “maratona” sarà chiusa dal Papa, l’ultimo giorno del mese, con una processione nel suggestivo scenario dei giardini vaticani. Ma il giorno precedente, a chiudere il lungo itinerario, sarà proprio Pompei, con il Santuario della Beata Vergine del Rosario. Pompei non è, come tanti, un Santuario sul monte, ma sorge nel cuore della più grande area urbana d’Europa. Al territorio nel quale è sorto, per iniziativa di un laico, il Beato Bartolo Longo, ha dato nome e vita, la “Nuova Pompei”, l’altro volto e l’altra storia della Pompei antica, la città degli scavi. Due mondi diversi e per lungo tempo estranei e distanti che condividono ora una realtà comune.
I “grani” del Rosario, la preghiera propagata in tutto il mondo da Bartolo Longo, sono stati i mattoni di costruzione e, quindi, della città nuova sorta a partire dal Santuario. La “nuova Pompei “ è unica anche per questo. Dalle prime pietre del Santuario, in costruzione dall'8 maggio 1876 e inaugurato il 7 maggio 1891, il compasso si è allungato a disegnare un territorio urbano che ha ereditato, seppure in forma diversa, problemi sociali ed economici di non facile soluzione. Ma Bartolo Longo aveva anche una sua risposta, ancora oggi in atto, quella della carità e delle Opere che la rendono concreta. Oggi, e tanto più al tempo della pandemia che ha attivato e dilatato al massino gli organismi della solidarietà e della condivisione, Pompei è un segno per il mondo. Possiamo dire che la Città mariana sia quasi un'esigenza dell'umanità nel suo essere fornace perenne di speranza e non è un caso che sin dall'alba di maggio, il mese della rinascita che per tradizione antica è dedicato alla Madonna, il Santuario sia stato meta di pellegrinaggio per quanto gli accessi siano stati contingentati nel rispetto delle necessarie misure sanitarie. “Casa” di preghiera e laboratorio sempre all’opera di opere sociali, anche agli occhi del Papa, Pompei diventa così approdo naturale della corale invocazione della Chiesa universale per invocare la fine della pandemia.
Non un fatto da poco.
(Il Mattino, 4 maggio 2021)