lunedì 12 aprile 2021

Italia
Come e perché sostenere "Il Sismografo"

Il sismografo esiste ormai da 15 anni. Sin dall'inizio, seppure per poco più di due anni, aveva un indirizzo web riservato che poi diventò pubblico e aperto. E' stato sempre un aggregatore il cui scopo centrale era, ed è tuttora, aiutare e facilitare il lavoro e le fatiche di giornalisti, membri delle gerarchie ecclesiastiche, studiosi, esperti, religiosi, sacerdoti e migliaia di persone vincolate alle diverse principali fedi religiose. Alla base del nostro lavoro abbiamo confermato sempre la ricerca dinamica, l'aggiornamento permanente, le grandi sfide delle religioni e, al tempo stesso, l'autonomia e libertà, cose che abbiamo sempre avuto senza subire richieste o pressioni. In diversi casi, abbiamo ben distinto l'informazione dalla nostra opinione e lo abbiamo dichiarato tempestivamente. Ciò ci ha permesso, lungo gli anni, passare da essere una piccola realtà editoriale ad un sito internet molto letto e consultato.
Ormai, nonostante due interruzioni per problemi di salute del suo direttore editoriale, Il sismografo ha raggiunto livello di consultazioni quotidiane alto e costante anche perché si edita dalle 7 alle 23 in cinque lingue, sette giorni su sette.
Questo servizio, ora, per continuare ad offrirlo il più a lungo possibile, ha bisogno dell'aiuto dei suoi amici e lettori. Chiediamo apertamente questo aiuto in forma di donazioni volontarie e periodiche. Non ha importanza la quantità bensì la vicinanza. Siamo certi che così sarà possibile trovare le vie per restare in rete ancora altri anni.
Siamo nati come aggregatore web in un contesto preciso storicamente - un momento delicato per il pontificato di Joseph Ratzinger - con il forte desiderio di dare una piccola ma solida risposta ad una riflessione di Benedetto XVI raccontata nella sua Lettera del 10 marzo 2009 all'Episcopato dell'Irlanda, in riposta a molte critiche ricevute dopo aver tolto la scomunica di quattro vescovi lefebvriani.
“Una disavventura per me imprevedibile è stata il fatto che il caso Williamson (uno dei quattro) si è sovrapposto alla remissione della scomunica. Il gesto discreto di misericordia verso quattro Vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all’improvviso come una cosa totalmente diversa: come la smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di ciò che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il cammino della Chiesa. Un invito alla riconciliazione con un gruppo ecclesiale implicato in un processo di separazione si trasformò così nel suo contrario: un apparente ritorno indietro rispetto a tutti i passi di riconciliazione tra cristiani ed ebrei fatti a partire dal Concilio – passi la cui condivisione e promozione fin dall’inizio era stato un obiettivo del mio personale lavoro teologico. Che questo sovrapporsi di due processi contrapposti sia successo e per un momento abbia disturbato la pace tra cristiani ed ebrei come pure la pace all’interno della Chiesa, è cosa che posso soltanto deplorare profondamente. Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie. Sono rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano pensato di dovermi colpire con un’ostilità pronta all’attacco.”
Luis Badilla
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