domenica 21 marzo 2021

Vaticano
Sulla dottrina cattolica la gerarchia deve essere chiarissima, trasparente e veritiera. Non deve farsi trascinare dalle logiche mediatiche

(L.B., R.C. - a cura "Il sismografo")
Il famoso documento, del 15 marzo scorso, della Congregazione per la Dottrina della fede (Responsum della CDF ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso - testo in 7 lingue) nella sua parte più rilevante dice: "Inoltre, poiché le benedizioni sulle persone sono in relazione con i sacramenti, la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale [7], invocata sull’uomo e la donna che si uniscono nel sacramento del Matrimonio, dato che «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia»[8]."
Alla fine del Responsum si legge: "Il Sommo Pontefice Francesco, nel corso di un’Udienza concessa al sottoscritto Segretario di questa Congregazione, è stato informato e ha dato il suo assenso alla pubblicazione del suddetto Responsum ad dubium, con annessa Nota esplicativa."
Subito dopo la pubblicazione, nel mondo intero è partita un'ondata di critiche e disaccordi, alcuni molto duri, che hanno coinvolto direttamente la suddetta Congregazione e la persona del Papa poiché, come abbiamo riportato, Francesco in persona ha autorizzato questa presa di posizione dottrinale.
Da subito, una certa stampa ha fatto capire che Papa Francesco sarebbe stato "usato" e il documento vaticano attribuirebbe al Pontefice responsabilità inesistenti.
Oggi, domenica 21 marzo, il giornalista irlandese Gerard O'Connell (America Magazine, rivista dei gesuiti USA) e la giornalista argentina Elisabetta Piqué (La Nación) sottolineano di aver saputo da fonti vaticane autorevoli, ma che vogliono restare anonime, che alcune passaggi pronunciati oggi da Papa Francesco durante l'Angelus sarebbero un riferimento a questo documento sulle benedizioni e che in questo modo forse il Pontefice vuole prendere le distanze dal Responsum.
Oggi Francesco ha detto durante l'Angelus: "Si tratta di seminare semi di amore non con parole che volano via, ma con esempi concreti, semplici e coraggiosi, non con condanne teoriche, ma con gesti di amore. Allora il Signore, con la sua grazia, ci fa portare frutto, anche quando il terreno è arido a causa di incomprensioni, difficoltà o persecuzioni, o pretese di legalismi o moralismi clericali."
O'Connell e Piqué ipotizzano, in conformità con quanto ha detto la fonte anonima vaticana, che sarebbe "molto possibile" che il Papa abbia voluto con la dicitura "pretese di legalismi o moralismi clericali" fare riferimento  al Responsum di lunedì scorso della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Come accade molto spesso negli ultimi tempi in delicate questioni vaticane nessun giornalista ha accesso alla verità.
Le speculazioni in materie politiche, geopolitiche, o temi dell'Agenda ONU non sono preoccupanti quando al centro c'è la Sede Apostolica o il Papa stesso. Fanno parte del modo di fare giornalismo.
Invece queste speculazioni sono allarmanti e vanno prese molto sul serio le ambiguità, le opacità e i giochi di parole in materia dottrinale. La confusione che si sta creando in queste ore tramite le solite "fonti anonime" complica tutto, in particolare in un momento di travaglio e sofferenza per gran parte dei cattolici che discutono sui contenuti del Responsum.
Non è possibile contrapporre il Pontefice alla Congregazione per la Dottrina della Fede.
Noi siamo tra quelli che hanno fiducia e perciò pensiamo che la Santa Sede chiarirà il senso vero di quanto ha detto oggi Papa Francesco all'ora dell'antifona mariana e che "fonti anonime vaticane" vorrebbero presentare come uno scontro interno.