lunedì 8 marzo 2021

Italia
Più donne

(Lucetta Scaraffia - Vida Nueva)
Negli ultimi tempi, quando è annunciata la nomina di una donna in ruoli di media importanza nella chiesa o in Vaticano i media esultano, e anche noi, cattoliche che combattiamo per una presenza paritaria della donna nella vita della chiesa, festeggiamo la novità. Il plauso è tale che la nomina non è sottoposta al normale vaglio critico dei media perché sembra ancora strano che una donna arrivi là. Nessuno osserva con attenzione il suo curriculum né valuta criticamente la sua competenza, nessuno indaga sulla collocazione tra i “conservatori” o tra i “progressisti”, come si farebbe con un uomo.In parte, questa assenza di critica deriva da un fatto: è talmente difficile per le donne avanzare in questi contesti che chi riesce è caratterizzata in genere da ottime competenze, più alte di qualsiasi figura maschile in concorrenza. Ma le critiche non ci sono anche perché la sorpresa per la promozione è tale da tacitare ogni ragionamento.
L’eccessiva felicità per questi modesti traguardi raggiunti è pericolosa perché fa apparire come ottenuti risultati che invece sono ancora ben lontani dalla realizzazione. Poche donne aggiunte a un contesto totalmente maschile non cambiano niente, non possono farlo. Il loro ruolo piuttosto sembra essere quello di un maquillage per coprire una situazione reale di oppressione ed emarginazione. Moderiamo l’entusiasmo: questi segnali sono certo positivi, ma vanno considerati nella realtà modesti e insufficienti. Non carichiamo di eccessive aspettative le donne che si trovano a lavorare in contesti sfavorevoli, non chiediamo loro quello che non potranno dare.
Bisogna invece chiedere nuove responsabilità, quelle vere. E non per poche donne, ma per un numero congruo. E chiediamo che alla selezione delle candidate partecipino anche associazioni femminili democratiche, come l’Uisg. Che rappresentano la voce delle donne e allontanano il pericolo che vengano scelte non solo le più brave, ma soprattutto le più obbedienti.