giovedì 17 dicembre 2020

Bielorussia
Con il dittatore Lukashenko occorre prudenza e saggezza, ma soprattutto fermezza, chiarezza e trasparenza

(L.B. – R.C. – a cura “Il sismografo”) Il Presidente dittatore della Bielorussia Alexander Lukashenko, che oggi nelle prime ore del mattino ha ricevuto il Nunzio apostolico nel Regno Unito, mons. Claudio Gugerotti, ha fatto diffondere poco fa alcune dichiarazioni per dare il benvenuto all'Inviato speciale del Papa, ex rappresentante del Pontefice in Bielorussia tra il 2011 e il 2015. Lukashenko ha ricordato anche il periodo in cui mons. Gugerotti ha prestato servizio a Minsk e quindi ha salutato il periodo come positivo per i rapporti bilaterali.
Il dittatore non è andato oltre, e come sempre in questi mesi, ovviamente non ha fatto nessun riferimento alle elezioni presidenziali truffaldine, alla repressione ancora in corso dall'agosto scorso e al fatto, gravissimo (non accade nemmeno con Leoníd Bréžnev ai tempi della disgregazione e fine dell'Unione Sovietica), della gratuita e despota punizione del Metropolita della capitale mons. Tadeusz Kondrusiewicz, cittadino bielorusso, impedito ad entrare nella suo Paese dopo una viaggio all'estero.L'arcivescovo, dopo aver chiesto calma, dialogo e collaborazione, è stato accusato di essere una sorta di “agente” al servizio della Polonia prima e poi della Lituania. Intanto il Vaticano, nonostante le intense e continue gestioni della sua diplomazia, dopo la tristezza del Papa a seguito delle grande ondate di repressioni e della vera e propria espulsione di Tadeusz Kondrusiewicz, non è riuscito - nonostante i suoi passi discreti e felpati - a rimuovere il divieto di rientro in patria al presule, mai accusato davanti ad un tribunale e mai processato. Questa dolorosa vicenda, che abbiamo seguito con molta attenzione e vicinanza, si sviluppa tutta all'interno del mondo minuscolo ed egocentrico dell'ultimo dittatore dell'Europa e non si capisce bene il perché, dopo che i 27 dell'Unione Europea non hanno riconosciuto in nessun modo la legalità e legittimità del dittatore, e dopo tante altre gravi denunce del clero bielorusso e nefande violazioni dei diritti umani, si continua dare credito ad un governante come Lukashenko.
Espellere un arcivescovo dal proprio Paese, senza motivi e giustificazioni, oppure impedirgli il ritorno al proprio Paese, è molto grave, anzi è gravissimo. Il "modello Lukashenko" può essere contagioso in un momento storico così drammatico come quello che vive il mondo oggi. Occorre prudenza e saggezza, ma soprattutto fermezza, chiarezza e trasparenza, come ci insegnano due situazioni attuali molto conosciute: Nicaragua e Venezuela.