sabato 28 novembre 2020

Vaticano
Papa Francesco, il cardinale Becciu e l‘importanza della trasparenza

Il misterioso e inquietante caso del licenziamento da parte del papa di un importante cardinale e il suo rifiuto di spiegarne il motivo
Più di nove settimane. È il tempo trascorso da quando Papa Francesco ha preso la decisione davvero senza precedenti di umiliare pubblicamente un cardinale di alto rango costringendolo a dimettersi dal suo incarico nella Curia romana e a rinunciare a tutti i diritti connessi all’appartenenza all’insigne collegio rivestito della porpora. E più di nove settimane dopo, non sappiamo ancora perché il papa l’abbia fatto. Né lui, né alcun funzionario del Vaticano, ha detto esattamente cosa ha fatto il cardinale Angelo Becciu per meritare l’ira del supremo legislatore della Chiesa sulla terra. Abbiamo solo articoli di stampa senza fondamento su come il cardinale sardo di 72 anni avrebbe sperperato centinaia di milioni di dollari dal fondo di beneficenza del papa per pessimi affari immobiliari e su come avrebbe sottratto dalle casse vaticane somme per arricchire la sua famiglia. Ma queste informazioni si limitano a citare quello che raccontano un paio di giornali italiani che hanno basato il loro “scoop” su documenti trapelati, nessuno dei quali mostra che Becciu abbia fatto qualcosa che in realtà sfiori il livello di crimini e misfatti gravi.
Il caso del cardinale Keith Patrick O’Brien
La maggior parte di ciò che hanno scritto i giornali è fondato su congetture. E in parte sembra essere assolutamente falso. Per esempio, i giornalisti italiani hanno ripetutamente affermato che il cardinale è indagato da magistrati vaticani e italiani. Ma entrambi lo hanno negato. Allora, che sta succedendo? Il papa non fa quello che Francesco ha fatto ad Angelo Becciu se non per qualcosa di estremamente grave. In effetti, l’ultima volta (e sembra l’unica volta) in cui un cardinale è stato privato del diritto di voto è stato nel 2015, quando lo stesso papa ha inflitto la stessa pena al cardinale Keith Patrick O’Brien. Questi, scozzese, era stato costretto a dimettersi, caduto in disgrazia due anni prima, quando era stato rivelato che in passato aveva molestato sessualmente alcuni seminaristi e alcuni preti. Ciò accadeva appena prima del conclave del 2013 che avrebbe eletto il gesuita Jorge Mario Bergoglio come successore di Benedetto, e O’Brien volontariamente (anche se ovviamente sotto molta pressione) decise di non prendervi parte. Tenendo conto di quanto riportato, il cardinale Becciu sembra aver ricevuto una sanzione che supera di gran lunga la gravità di qualsiasi sua presunta azione, nessuna delle quali si è finora dimostrata illegale.
Alla luce del Rapporto McCarrick
È preoccupante che il papa non dica perché ha punito il cardinale così duramente. Ed è più preoccupante che quasi nessuno sulla stampa, con poche eccezioni, chieda perché lo abbia fatto. Alla luce del Rapporto McCarrick recentemente pubblicato, perché non ci sono richieste di maggiore trasparenza sul caso Becciu? Quel rapporto avrebbe dovuto ricordare che i cattolici - e in particolare i giornalisti - devono porre domande difficili e chiedere risposte oneste da coloro, come i vescovi, che non rispondono praticamente a nessuno. Ma pochissimi si sono chiesti cosa abbia fatto Francesco o, cosa più importante, perché lo abbia fatto. E davvero pochi sembrano preoccupati che il papa abbia preso questa decisione senza alcun processo formale motivato o in accordo con la giustizia naturale. Il cardinale non è stato accusato ufficialmente di nulla e per questo non ha avuto possibilità di difendersi. Papa Francesco ha scritto documenti importanti e ha persino deciso azioni specifiche per iniziare a smantellare ciò che resta del papato monarchico e liberare la struttura di governo della Chiesa dai suoi aspetti più antievangelici. Ma il modo in cui Francesco ha punito Becciu non riflette le parole elevate di quei documenti papali o i gesti di riforma. Piuttosto, il papa ha agito più come un dittatore in un sistema che non concede diritti agli accusati.
La mancanza di trasparenza può mai essere giustificata?
Di nuovo, non sappiamo ancora cosa abbia fatto Becciu. Ma per amore del buon nome e dell’integrità di Papa Francesco (e scusandoci con il cardinale), speriamo di scoprire che si tratta di qualcosa molto peggiore di quanto affermato dalla stampa. Speriamo che il papa sia effettivamente caritatevole nei confronti del cardinale non rivelando che c’erano altri e più orribili crimini o peccati che richiedevano una pena così dura. Ma anche se questa fosse la ragione della mancanza di trasparenza di Francesco, è inaccettabile alla luce di tutto ciò che la Chiesa ha imparato durante i lunghi e dolorosi decenni - sì, decenni - della crisi degli abusi sessuali e di quella forse anche più devastante causata dai vescovi e da altri che hanno coperto gli abusi. La mancanza di trasparenza e onestà del papa nel caso del cardinale Becciu può sembrare una piccola cosa rispetto ad altre questioni più grandi. Ma qualcosa può giustificarlo? Come dice l’evangelista Luca: “Chi è degno di fiducia nelle piccole cose è degno di fiducia nelle grandi; chi è disonesto nelle piccole cose è disonesto nelle grandi”.