sabato 17 ottobre 2020

Polonia
Papa Francesco accetta le demissioni del vescovo polacco Edward Janiak accusato di avere insabbiato denunce di abusi sessuali

(a cura Redazione "Il sismografo")
Oggi, il bollettino della Sala stampa vaticana ha dato l'annuncio che Papa Francesco ha accettato la rinuncia del vescovo di Kalisz (Polonia), mons. Edward Janiak, accusato di avere coperto in passato alcuni casi di abusi sessuali. La notizia era già stata anticipata dalla stampa polacca questa settimana. Il 25 giugno scorso, mons. Janiak era già stato affiancato da un Amministratore apostolico in attesa di una decisione del Papa. Come ricordava allora l'agenzia Askanews: "Accusato dal documentario "Hide and Seek" (giocare a nascondino) dei fratelli Marek e Thomasz Sekielski di avere insabbiato denunce di abusi sessuali nei confronti di un sacerdote, il vescovo polacco di Kalisz, monsignor Edward Janiak, viene oggi affiancato da un amministratore apostolico sede plena nominato dal Papa.Francesco ha nominato monsignor Grzegorz Rys, arcivescovo Metropolita di Lodz, in questo ruolo non molto frequente che prevede che "il vescovo diocesano collabora, per quanto gli compete, al pieno, libero e sereno espletamento del mandato dell'amministratore apostolico".
A pochi giorni dal centesimo anniversario della nascita di Giovanni Paolo II (18 maggio 1920), due registi, i fratelli Marek e Thomasz Sekielski, hanno pubblicato su Youtube il film "Hide and seek" (Giocare a nascondino), un'inchiesta che segue due persone che accusano un sacerote, padre Arkadiusz Hajdasz, di avere abusato di loro quando erano bambini, e il vescovo di Kalisz, monsignor Edward Janiak, di avere insabbiato le accuse, nel tentativo di avere giustizia. Il film stato visto, ad oggi, 7,3 milioni di volte.
L'arcivescovo Wojciech Polak, arcivescovo di Gniezno e primate della Chiesa polacca (ruolo distinto da quello di presidente della conferenza episcopale), nonch delegato dell'episcopato polacco per la protezione dei bambini e dei giovani, ha subito commentato il nuovo documentario con una dichiarazione video alla agenzia di stampa cattolica (Katolicka Agencia Informacyjna) nella quale preannunciava di avere investito il Vaticano della questione. "Il film "Hide and Seek", che ho visto, mostra che gli standard di protezione dei bambini e dei giovani in vigore nella Chiesa non sono stati osservati", affermava monsignor Polak, preannunciando che chieder attraverso la Nunziatura della Santa Sede di "avviare un procedimento ordinato dal motu proprio di Papa Francesco in merito all'omissione richiesta dalla legge". Si tratta del Motu proprio "Vos estis lux mundi", pubblicato da Papa Francesco il 9 maggio dell'anno scorso. L'arcivescovo confermava che ogni denuncia credibile di abuso sessuale che arriva ad un vescovo "deve essere considerato nella Chiesa come una notifica che obbliga ad avviare un'indagine canonica e a limitare i compiti del sacerdote" e sottolinea che inaccettabile che un sacerdote sospettato venga spostato in altra funzione a contatto con bambini.
L'arcivescovo ringraziava inoltre le vittime che hanno deciso di denunciare gli abusi e sottolinea che chiunque abbia conoscenza di un abuso sessuale subito da un minore "obbligato in coscienza - e per legge - a fare denuncia". Il primate polacco esortava inoltre a non seguire una malintesa difesa della Chiesa che abbia come conseguenza "l'occultamento degli autori di reati sessuali".
L'arcivescovo Polak, ancora, aveva espresso il suo dolore per la sofferenza patita da ogni persona ferita da un sacerdote e sottolinea che " sempre il risultato dell'abuso di fiducia di cui gode un rappresentante della Chiesa", affermando che che "ogni vittima dovrebbe ottenere rapidamente dal vescovo un'offerta immediata di assistenza psicologica, pastorale e legale. Questa un'espressione fondamentale della solidariet e della responsabilit della Chiesa". La cooperazione della Chiesa con la giustizia civile al fine di proteggere i minori e punire i colpevoli, affermava ancora l'arcivescovo, " considerato necessario e buono". Questa collaborazione, tra l'altro, consente di evitare ripetuti interrogatori sulle vittime e permette una condotta canonica pi efficiente ed efficace.
"Non c' posto tra i ministri che abusano sessualmente di minori. Non intendiamo nascondere i loro crimini", affermava il vescovo che assicura l'impegno tanto a perseguire i colpevoli quanto a difendere i sacerdoti che invece non hanno colpa.
L'anno scorso lo stesso Tomasz Sekielski aveva girato un altro film sullo stesso tema degli abusi sessuali dei preti polacchi, "Tell no one" (Non dirlo a nessuno), che, anch'esso diffuso su Youtube, era stato visto cinque milioni di volte nelle prime 32 ore e, nel corso delle settimane, decine di milioni di volte, sollevando un ampio dibattito nel paese. Il documentario raccontava in presa diretta l'incontro di alcune vittime, ormai adulte, con i sacerdoti, oggi anziani, che ne abusarono, segue le tracce di altri preti abusatori che tutt'oggi vengono riassegnati in servizi a contatto con minori, ma mette anche in causa la debole risposta dell'episcopato, l'assenza di sanzioni e solleva dubbi sulla gestione del problema nel corso del pontificato del polacco Giovanni Paolo II e del suo entourage".