venerdì 25 settembre 2020

Italia
Vicenda Becciu: un tipico caso di cannibalismo mediatico animato dall'interno delle mura vaticane

Perché e come si è agito in Vaticano contro il cardinale Angelo Becciu senza concedergli il diritto a difendersi davanti ai giudici di un tribunale? Non è più possibile andare avanti cosi. 
(Luis Badilla, Il sismografo) Dalle ore 20 di ieri, da molte gole profonde del Vaticano, dicasteri vari, giornalisti, analisti, editorialisti e dipendenti alti collocati - laici ed ecclesiastici - è in corso un'operazione mediatica contro il cardinale Angelo Becciu, da poco non più Prefetto e senza i diritti del cardinalato. Il cardinale, che è ancora tale anche se non ha più le prerogative del titolo, non è sotto processo e non è indagato. Tuttavia il Papa ha chiesto a Becciu, ieri sera, di lasciare la carica e ha messo in discussione i suoi diritti in quanto porporato, e lo ha fatto lanciando accuse gravi incentrate su presunti atti illegali del cardinale riguardo i rapporti tra i suoi fratelli, la chiesa italiana e la Santa Sede da dove avrebbero preso finanziamenti. 
Questi astrali papali sarebbero elementi che il Papa ha avuto dal Tribunale unico vaticano che però non sta processando il cardinale dimissionario e non lo ha incriminato di nulla. Il gesto di ieri del Papa assomiglia ad una “esecuzione”: sei accusato di … ma non puoi difenderti (tranne che tramite la stampa). 
Becciu va processato come Pell e tutti devono attendere la sentenza finale definitiva. Il Papa, nonostante i suoi poteri, non è un giudice né un tribunale. Nonostante tutto, i diritti dell’accusato esistono e le garanzie anche così come la presunzione d’innocenza tanta cara a Francesco. 
In questo momento chiunque può scrivere su Becciu quello che vuole, con o senza fondamento. Così è accaduto anche con il cardinale George Pell, dopo il processo, la condanna e il carcere, persona dichiarata innocente dalla Suprema Corte australiana. Intanto, Pell venne sospeso dal sacerdozio e dal titolo cardinalizio, cosa comunicata molto in ritardo, in modo confuso e ambiguo. Poi, dopo essere stato dichiarato innocente, dal Vaticano arrivò solo un commento burocratico e indifferente. 
Il caso Becciu segue questo modello. 
Se un giorno — improbabile poiché non sotto processo sino ad oggi — venisse dichiarato innocente arriverà il solito freddo e burocratico comunicato. Occorre ricordare che sono decine le persone, alcune collaboratori vicini a Papa Francesco, che hanno finito di colpo le loro mansioni, senza ricevere spiegazioni, prove o ringraziamenti. 
Questa crisi vaticana è il brodo primordiale del momento che si vive oltre le mura. Occorre una risposta veramente cristiana, decisa, trasparente ed evangelica che rispetti la verità dei fatti e la dignità delle persone. Non si può andare avanti così anche perché causa un danno gigantesco nel cuore dei cristiani semplici, umili e fedeli.