martedì 28 luglio 2020

Vaticano
Dopo mons. Fabián Pedacchio, argentino, ora mons. Yoannis Lahzi Gaid, egiziano, termina sabato il suo servizio come segretario personale di Papa Francesco

(Luis Badilla) Mons. Yoannis Lahzi Gaid,  primo segretario personale del Santo Padre, dall'aprile 2014, sacerdote egiziano copto cattolico  nato nel 1975, che da zone  periferiche di Roma ha prestato sempre un  intelligente, delicato e ricco servizio pastorale alla chiesa in Italia e poi alla Sede Apostolica, fra tre giorni concluderà la sua missione in Italia. Fra poco, sabato 31 luglio, mons. Gaid chiude questa sua importantissima missione vicinissimo al Pontefice e alla Sede Apostolica e nel futuro non mancheranno moltissimi motivi di stretto lavoro insieme. 
Al concludere regolarmente, nel 2007, i suoi studi ecclesiastici previstiti (Diritto Canonico), cominciò la sua collaborazione con la Segretaria di Stato, in particolare in due Nunziature delicate: Baghdad (Iraq) e Amman (Giordania). 
Con ogni probabilità mons. Gaid, come mons. Pedacchio, oggi presso la Congregazione per i vescovi, e mons. Xuareb, adesso Nunzio in Corea e Mongolia, da posizione e responsabilità diverse continuerà ad essere stretto collaboratore di Papa Francesco.
Dalla fine del pontificato di Benedetto XVI, Mons. Gaid è apparso come la "voce araba" del Pontefice nei discorsi ufficiali e nelle catechesi. Ovviamente padre Gaid in questi anni ha accumulato rilevante esperienza, prestigio e stima, ma anche autorevolezza e ciò fa presagire a molti esperti della chiesa copta egiziana un futuro importante per lui, che rientra nel suo Paese non solo per essere vicino alla sua bella famiglia, tra cui diversi fratelli, ma anche per seguire nuovi progetti pastorali della Chiesa Copta Cattolica e poi, in particolare, occuparsi di numerosi dossier in quanto membro vaticano, insieme al Cardinale Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, del Comitato Superiore per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Documento sulla Fratellanza Umana (4 febbraio 2019). In questo contesto non vanno sottovalutate le numerose considerazioni di Papa Francesco sul futuro dei cattolici copti in Egitto e delle loro relazioni con i copti ortodossi.
Un anno fa, la nostra Redazione parlando di mons. Gaid, scrisse un'anticipazione generica sulla notizia che oggi viene confermata da buone fonti. In questi mesi era intervenuta una richiesta che obbligò alcuni cambiamenti di date per gli avvicendamenti. Come è ben noto, dopo tutti questi anni di pontificato, il quarto (per ora ultimo) segretario personale del Papa è il presbitero uruguaiano Gonzalo Aemilius (i precedenti assistenti personali del Pontefice in questi sette anni sono stati Alfred 
Xuereb, Fabián Pedacchio e Yoannis Lahzi Gaid.)
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Il ricordo del parroco don Gianni Toni (dal sito parvapolis.it)
"La sera del giorno in cui don Yoannis è stato convocato dal Segretario di Stato Vaticano, mons. Parolin, che gli ha manifestato la volontà del Santo Padre di averlo accanto nel ruolo di segretario particolare, mi ha mandato un messaggio sul cellulare con tre parole: «Prega per me». Ho creduto che lo avessero nominato segretario in qualche Nunziatura, mai avrei osato pensare ad un riconoscimento così importante. La risposta di don Yoannis al Papa, che lo ha chiamato il giorno dopo - racconta ancora don Gianni Toni - è stata una frase di san Francesco: «Nulla da domandare, nulla da rifiutare». Il Papa, come è nel suo stile, lo ha ringraziato e incoraggiato dicendogli: «Non avere paura»".
E' molto emozionato, don Toni, nel ripercorrere gli anni di condivisione della crescita umana, culturale e spirutuale di don Yoannis: "Dire don Yoannis, per me, significa ripercorrere venti anni della sua vita e della mia vita. Venti anni di una persona che per me è stato come un figlio. Da dodici anni don Yoannis è tra la gente di Santa Domitilla, prima come studente della Accademia Pontificia Ecclesiastica e poi, negli ultimi tre anni, come funzionario della Segreteria di Stato. Ogni settimana, e non solo, ha condiviso la vita della parrocchia e dei parrocchiani ".
Don Yoannis risiede già da tempo a Santa Marta, nel 2007 ha curato un'edizione di testi tratti dal Codice di diritto canonico per le Chiese orientali, è stato quindi incaricato d'affari per la Nunziatura apostolica in Giordania e Irak e ha lavorato anche nell'Ambasciata pontificia in Congo prima di rientrare in Vaticano. Ed è stato curatore delle pagine web della Chiesa d'Alessandria d'Egitto. Nel 2011, dopo i sanguinosi attentati contro le comunità copte, ha scritto una lettera aperta all'Imam di Al Ahzar, è uno dei «traduttori» che durante le udienze del mercoledì leggono il Vangelo e sintetizzano la catechesi del Papa in lingua araba.
La nomina di don Yoannis è portatrice di un altro segnale importante dello stile di Papa Francesco: per la prima volta nell'epoca moderna, infatti, il vescovo di Roma sceglie come suo stretto e diretto collaboratore un sacerdote di un altro rito, in questo caso dell'antico rito copto.
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Il 14 maggio i fedeli di diverse tradizioni religiose sono invitati a digiunare per la fine della pandemia. Intervista con il Segretario di Papa Francesco, membro dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, creato dopo lo storico incontro di Abu Dhabi fra il Pontefice e il Grande Imam Al-Tayyeb (La Stampa - François Vayne)