martedì 10 marzo 2020

L'Osservatore Romano
L’Unione europea in soccorso dei minori migranti fermi in Grecia. Una coalizione di paesi “volontari” dell’Ue prevede, infatti, di accogliere fino a un massimo di 1500 bambini migranti bloccati sulle isole greche. Lo ha annunciato nella notte il Governo tedesco in un documento comune, definendo il gesto una misura di «sostegno umanitario». Ieri, il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ha invitato le autorità di Atene ad «aprire le porte e fare andare i migranti anche negli altri paesi dell’Unione europea».Attualmente in Grecia si trovano oltre 116.000 migranti, secondo i dati forniti dall’Unhcr, tra questi 5500 minori non accompagnati, sulla base delle cifre fornite dal Centro nazionale greco per la solidarietà nazionale. Negli ultimi giorni, dopo la decisione della Turchia di aprire le frontiere, si è registrato un nuovo picco negli arrivi.
«A livello europeo, in questi giorni si stanno svolgendo negoziati su una soluzione umanitaria, con l’obiettivo di organizzare la cura di questi bambini nel quadro di una coalizione di volontari», ha sottolineato Berlino nel comunicato, senza specificare, al momento, i paesi che hanno aderito all’iniziativa.
«Vogliamo aiutare la Grecia ad affrontare la difficile situazione umanitaria dei bambini sulle isole» del paese, hanno aggiunto i partiti della coalizione di Governo del cancelliere tedesco, Angela Merkel, al termine di una lunga riunione. «Questi sono bambini che a causa di una malattia hanno urgentemente bisogno di cure, o bambini non accompagnati di età inferiore ai 14 anni, per lo più femmine», hanno aggiunto. A riguardo, oggi a Berlino Merkel riceve il primo ministro greco, Kyriakos Mītsotakīs.
E per discutere proprio della difficile situazione al confine greco, il presidente della Turchia Erdoğan è oggi a Bruxelles per una serie di incontri con le più alte cariche dell’Unione europea. Previsti colloqui con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e con il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
In cima all’agenda — secondo un tweet diffuso dal portavoce di Michel, Barend Leyts — le relazioni tra la Turchia e l’Ue e, soprattutto, il dossier dei migranti, nel mezzo delle tensioni tra Ankara e Atene dopo la decisione di Erdoğan di aprire i confini ai siriani in fuga.
Didascalia: Migranti e rifugiati siriani provenienti dalla Turchia camminano verso il confine greco (Ansa)
L'Osservatore Romano, 9-10 marzo 2020.