mercoledì 12 febbraio 2020

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
(LB – RC) Sembra che ci sia in atto una discreta ma collaudata operazione per depotenziare e declassare alcune delle riflessioni e parole del Papa nella sua Esortazione post sinodale "Querida Amazonía". E come accade sempre in questi casi, non nuovi né rari, intervengono  gli "interpreti" che danno versioni ufficiali, autorevoli e autorizzate. Sta accadendo con i primi quattro punti dell’Esortazione, ma anche altri, e che sono fondamentali per capire e leggere l’intero testo nel modo corretto. Siccome, fino a prova contraria, ciò che conta è quello che ha scritto il Papa e che porta la sua firma, vogliamo rilanciare quanto Francesco dice nell'apertura dell'Esortazione a proposito del suo documento conclusivo e il documento finale dell'Assemblea sinodale.
“1. L’amata Amazzonia si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero. Dio ci ha donato la grazia di averla presente in maniera speciale nel Sinodo che ha avuto luogo a Roma tra il 6 e il 27 ottobre e che si è concluso con un testo intitolato Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale.
Il senso di questa Esortazione
2. Ho ascoltato gli interventi durante il Sinodo e ho letto con interesse i contributi dei circoli minori. Con questa Esortazione desidero esprimere le risonanze che ha provocato in me questo percorso di dialogo e discernimento. Non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel Documento conclusivo. Non intendo né sostituirlo né ripeterlo. Desidero solo offrire un breve quadro di riflessione che incarni nella realtà amazzonica una sintesi di alcune grandi preoccupazioni che ho già manifestato nei miei documenti precedenti, affinché possa aiutare e orientare verso un’armoniosa, creativa e fruttuosa ricezione dell’intero cammino sinodale.
3. Nello stesso tempo voglio presentare ufficialmente quel Documento, che ci offre le conclusioni del Sinodo e a cui hanno collaborato tante persone che conoscono meglio di me e della Curia romana la problematica dell’Amazzonia, perché ci vivono, ci soffrono e la amano con passione. Ho preferito non citare tale Documento in questa Esortazione, perché invito a leggerlo integralmente.
4. Dio voglia che tutta la Chiesa si lasci arricchire e interpellare da questo lavoro, che i pastori, i consacrati, le consacrate e i fedeli laici dell’Amazzonia si impegnino nella sua applicazione e che possa ispirare in qualche modo tutte le persone di buona volontà.”