martedì 10 dicembre 2019

America 
È giunta l’ora. Seminario della Clar sulla conversione ecologica integrale
L'Osservatore Romano
(Marcelo Figueroa) Dal 29 novembre al 1° dicembre si è tenuto a San José de Costa Rica un seminario sul tema «Conversione ecologica integrale». È stato indetto dalla Confederazione caraibica e latinoamericana dei religiosi e delle religiose (Clar). Nel programma erano incluse conferenze, tavole rotonde e riflessioni allo scopo di «fare una ricezione critica, creativa e impegnata del processo del Sinodo sull’Amazzonia, per analizzare e discernere le sue implicazioni per la vita consacrata dell’America Latina e dei Caraibi, nell’ottica dell’ecologia integrale proposta dalla Laudato si’ e nell’orizzonte ispiratore della Clar».
Gli organizzatori dell’incontro, tra i quali c’erano referenti come il diacono Alirio Cáceres Aguirre (Colombia), padre John Kennedy Joseph, svd (Messico), padre Dario Bossi, mccj (Brasile) e suor Nancy Raquel Fretes, odn (Paraguay), hanno illustrato il motivo della convocazione: «Viviamo in un tempo di gravissima crisi planetaria che ha portato alcuni governi, e persino Papa Francesco, a dichiarare l’emergenza climatica. L’opzione per l’ecologia integrale, attraverso la quale la Clar intende “favorire l’armonia personale, sociale ed ecologica in difesa della vita, dei popoli e delle culture”, e al tempo stesso “approfondire la conversione ecologica perché ci riconcili, ci rafforzi nella comunione e ci ponga rispettosamente dinanzi agli ecosistemi naturali, promuovendo la cura della vita e della casa comune”, implica un esercizio di discernimento comunitario per comprendere le cause di quanto accade e tessere una risposta congiunta, a partire dall’identità della vita consacrata, nella promozione di processi, che conduca alla pace, alla giustizia e alla cura del creato. In quest’ottica, è molto importante riprendere i lineamenta emersi dal sinodo sull’Amazzonia, rileggerli, discernerli e interpretarli in chiave di missione della vita consacrata, con altri biomi del continente come la Mesomerica, i Caraibi, la Regione Andina, l’Acquifero Guaraní, la Patagonia, i ghiacciai del Cono Sud, per dare impulso a processi di conversione a livello di ecologia integrale, di pastorale e di sinodalità, di modo che la Clar sia artefice di processi volti a tessere una cultura della cura che superi la cultura dello scarto». Al termine del seminario incentrato sulla domanda «Mi avete udito?» e su tematiche importanti quali «vedere-ascoltare, giudicare-discernere e agire-pianificare», i quarantasei partecipanti provenienti da quattordici paesi hanno diffuso un messaggio finale con i seguenti contenuti centrali. «Nella nostra America Latina e nei Caraibi, il metodo “vedere-giudicare-agire” è stato sempre uno strumento pastorale delle nostre assemblee. Il “camminare insieme”, iniziato nel processo di preparazione al sinodo panamazzonico, nell’applicare questo metodo ha potenziato l’ascolto come strumento fondamentale per riconoscere la realtà attraverso l’incontro e il dialogo. L’Instrumentum laboris, il documento conclusivo del sinodo e certamente lo stesso sinodo sull’Amazzonia ci hanno proposto un modo trasformatore di essere Chiesa, di essere vita consacrata. Tutto ciò ha potenziato il volume delle voci che si levano nei nostri territori, in modo particolare le voci dei popoli indigeni e della madre terra, il cui grido ci richiama necessariamente all’impegno».
L’interrogativo sul reciproco ascolto, prosegue il documento, spinge a una reazione proattiva: «Giunge alle nostre orecchie con tutta la forza di un impulso che ci spinge all’azione. È indubbio che ci sono molte situazioni, nei nostri contesti, che vorrebbero indebolirci nell’impegno. Ma questo interrogativo ci scuote, ci risveglia e ci fa prendere coscienza del fatto che è ora di passare all’azione. È ora di riparare la nostra casa comune. Con la gioia e l’autenticità di san Francesco d’Assisi, celebriamo in questi giorni i quarant’anni della sua proclamazione come patrono di noi che coltiviamo l’ecologia. È l’ora della donna e della saggezza femminile. È l’ora dei laici. È l’ora dei giovani. È l’ora dei popoli originari. È l’ora della sinodalità. Perciò faremo il possibile per far sì che sorga la Parola».
A mo’ di conclusione, e in riferimento diretto alla Conferenza mondiale sul clima (Cop25), il documento afferma che «si deve rispondere con audacia profetica all’emergenza climatica; i governanti devono ascoltare il clamore che proviene dalle strade e che attraversa le reti sociali, perché le nuove cittadinanze stanno reinventando la democrazia e coltivano il governare con saggezza. Noi membri della vita consacrata, a partire dall’atteggiamento contemplativo di Maria, ci assumiamo l’impegno comunitario di coerenza ecologica nelle pratiche della vita quotidiana».
In un tono conforme alla convocazione e allo spirito religioso del seminario, a mo’ di dichiarazione dogmatica, hanno chiesto l’intercessione della Vergine: «Maria, ausilio dei cristiani, nella cui casa ci siamo riuniti, è per noi modello e guida. Poiché è la donna gioiosa che ha udito la voce di Dio e l’ha messa in pratica, con fermezza, impegno, tenerezza e coraggio. Nel corso di ogni giornata lei ci ha ripetuto più volte: “Fate quello che vi dirà!”. Come membri della vita consacrata, in comunione con i martiri, riconosciamo in Dio colui che ci mostra il cammino, perché è il primo ad ascoltare il clamore del suo popolo e, avvalendosi di strumenti umani, apre processi di liberazione. Con la nostra impronta, il nostro nome, la nostra firma, e con la nostra stessa vita, sottoscriviamo il Patto delle Catacombe per la nostra casa comune. Auspichiamo che molti proseguano questa corrente che ci invita a straripare, creare, imparare, disimparare, reimparare, per rendere gloria a Dio nel buono vivere delle persone escluse e vulnerabili, in armonia con l’amorevole opera creata dalla “comunità preziosa di amore infinito”».
La dichiarazione termina facendo riferimento alla conversione integrale a Cristo, nelle sue dimensioni ecologica, pastorale, culturale e sinodale. Ascoltando il clamore fino a giungere a Dio e ascoltando Dio fino ad accogliere il clamore. E ribadisce con forza la parola d’ordine come motto dell’incontro: «È giunta l’ora! Mi avete udito?».
L'Osservatore Romano, 10-11 dicembre 2019