venerdì 8 novembre 2019

L'Osservatore Romano
«Anche se purtroppo il male, l’odio e la divisione fanno spesso notizia, c’è una sorgente nascosta di bontà che sta aumentando, portandoci a sperare nel dialogo, nella reciproca conoscenza e nella possibilità di costruire insieme un mondo di fratellanza e pace». Non lasciano spazio al pessimismo le parole del cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot, che interpellano in particolare i seguaci delle tre grandi religioni monoteistiche intervenuti venerdì mattina, 8 novembre, alla Pontificia università Gregoriana a una Conferenza sul tema della fratellanza promossa dal Congresso ebraico mondiale.Con il presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso erano il presidente dell’ente organizzatore, il rabbino Ronald S. Lauder, e il rettore dell’ateneo ospitante, il gesuita Nuno da Silva Gonçalves. Al centro delle riflessioni, il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune siglato il 4 febbraio scorso negli Emirati Arabi Uniti da Papa Francesco e dal Grande imam di Al Azhar, lo sceicco Al-Tayyeb. La cosiddetta “Dichiarazione di Abu Dhabi” ha infatti innescato un processo virtuoso di confronto tra la Chiesa cattolica e la prestigiosa istituzione accademica sunnita del Cairo con il patrocinio emiratino. Quindi il 19 agosto, proprio nel paese del Golfo è stato formato un Comitato superiore per l’attuazione del documento, riunitosi per la prima volta in Vaticano in una data dal forte impatto simbolico, l’11 settembre. Ricevuta la benedizione del Pontefice, il Comitato islamo-cristiano si è aperto anche alla terza grande religione abramitica, accogliendo il rabbino M. Bruce Lustig — della congregazione ebraica di Washington — ed è tornato a riunirsi il 20 settembre a New York, in concomitanza con l’apertura della 74A assemblea generale delle Nazioni Unite al palazzo di Vetro.
Nel ribadire che «la vita è sacra perché è un dono di Dio», il porporato ha esortato a lavorare insieme per la pace «nel nostro mondo ferito», ribadendo che la «fraternità non può significare essere esclusiva del mio gruppo, comunità, cultura, religione», ma dev’essere «inclusiva di tutta l’umanità».
Infine, il presidente del dicastero vaticano ha rilanciato l’intenzione di preghiera di Papa Francesco per questo mese di novembre dedicata al Medio Oriente, dove convivono diverse componenti religiose, auspicando per cristiani, musulmani ed ebrei «un viaggio audace e collaborativo per esplorare come le persone di buona volontà di tutte le religioni possono lavorare insieme per la pace».
L'Osservatore Romano, 8-9 novembre 2019.