mercoledì 15 maggio 2019

L'Osservatore Romano
Migliaia di venezuelani hanno attraversato il confine tra Brasile e Venezuela sabato scorso, dopo che il governo di Caracas ha deciso di riaprire la frontiera tra i due paesi. Secondo quanto scritto dal quotidiano venezuelano «El Universal», i funzionari brasiliani hanno riferito che i cittadini venezuelani si sono recati nella città brasiliana di Pacaraima per comprare medicine o per chiedere asilo.
Il passaggio di frontiera con il Brasile è stato riaperto venerdì dopo che era stato chiuso il 23 febbraio per impedire il transito di aiuti umanitari inviati al Venezuela da altri paesi, tra cui lo stesso Brasile. Venerdì, il governo di Maduro ha inoltre annunciato la riattivazione delle comunicazioni marittime e aeree con l’isola di Aruba, il cui governo autonomo ha tuttavia fatto sapere che la sua frontiera col Venezuela resterà chiusa per un altro mese. Le autorità brasiliane hanno riferito che anche durante il periodo di chiusura della frontiera circa 370 venezuelani sono arrivati a piedi ogni giorno, mentre con la riapertura del confine è ricominciato il traffico di veicoli e di camion con merci che riforniscono principalmente la città venezuelana di Santa Elena de Uairén.
Intanto, l’Assemblea nazionale costituente (Anc, controllata dal governo) ha approvato ieri all’unanimità la revoca dell’immunità ad altri cinque membri dell’Assemblea nazionale (An, controllata dall’opposizione) per vari reati, fra cui quello di “tradimento della patria”. Si tratta dei deputati Freddy Superlano, Sergio Vergara, Juan Andrés Mejía, Miguel Pizarro e Carlos Paparoni, accusati dalla procura generale, con l’avallo del tribunale supremo di giustizia, di aver appoggiato un fallito tentativo di sollevamento armato guidato il 30 aprile scorso dal leader dell’opposizione Juan Guaidó. Ad altri dieci deputati, si ricorda, l’immunità era stata già tolta nei giorni scorsi, con le medesime motivazioni.
Commentando la decisione, il presidente della Anc, Diosdado Cabello, ha dichiarato che «quello che stiamo facendo è applicare la legge. Ce ne siamo andati dall’Organizzazione degli Stati americani applicando meticolosamente le procedure previste, e lo stesso stiamo facendo qui. Diamo tempo alla giustizia per fare quello che deve fare». Cabello ha aggiunto che c’è anche il caso di due deputati supplenti, Franco Casella e Winston Flores, che saranno giudicati da tribunali ordinari perché per la loro condizione non posseggono immunità.
Intanto il deputato dell’An Luis Stefanelli ha riferito che la sessione dell’assemblea in programma ieri si terrà in una sede alternativa, dopo che gli edifici del parlamento sono stati sequestrati dalle forze di sicurezza per via della possibile presenza di un “presunto ordigno esplosivo”. «Non smetteremo di legiferare per via di questo tipo di minaccia. Terremo la nostra sessione, tutti i deputati sono a Caracas. Quindi, sotto un ponte o in una piazza, oggi ci sarà una sessione dell’Assemblea nazionale», ha detto il deputato.
L'Osservatore Romano, 15-16 maggio 2019.