domenica 10 febbraio 2019

Vaticano
Giornata mondiale del malato / Quel legame con Lourdes
L'Osservatorfe Romano
(Valeria Pendenza) «Ho deciso di istituire la “Giornata Mondiale del Malato”, da celebrarsi l’11 febbraio di ogni anno, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes»: queste le parole di Giovanni Paolo II che si leggono nella lettera indirizzata al cardinale Fiorenzo Angelini, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, il 13 maggio 1992 e pubblicate in prima pagina su «L’Osservatore Romano» con la data del giorno successivo.
E il Pontefice proseguiva dicendo che «la celebrazione annuale della “Giornata”» ha quindi «lo scopo manifesto di sensibilizzare il popolo di Dio e, di conseguenza, le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi», e inoltre, continuava «sia momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo, che soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità».
Pochi mesi prima «L’Osservatore Romano» del 12 febbraio 1992 riportava sotto il titolo significativo «L’aiuto a chi soffre è testimonianza d’amore e premessa di una nuova solidarietà tra gli uomini», l’omelia pronunciata il giorno precedente da Papa Wojtyła, che rivolgendosi ai fedeli e ai malati dell’Unitalsi e dell’Opera romana pellegrinaggi definiva la festa della Beata Vergine di Lourdes «come un evento di grazia... che migliaia di pellegrini, sani e malati, celebrano oggi insieme con noi, ricordando i prodigi che Dio, per sua intercessione, ha compiuto alla Grotta di Massabielle. Anche a Lourdes Dio rivela il suo amore, realizzando ancora nel nostro tempo la promessa di consolazione, attraverso la tenerezza materna di Maria e l’umile testimonianza di Santa Bernardetta, che ne accolse il messaggio».
Già all’inizio del pontificato Giovanni Paolo II aveva legato la festività della Beata Vergine di Lourdes con le sofferenze dei malati e dei pellegrini che andavano alla grotta di Massabielle. «Dignità e maestà dell’uomo che soffre» titolava a tutta pagina «L’Osservatore Romano» del 12-13 febbraio 1979. Proprio nella data dell’11 febbraio, il Papa concelebrò la liturgia eucaristica per numerosi malati dell’Unitalsi e per i pellegrini dell’Opera romana pellegrinaggi e li salutò «in modo particolarmente cordiale e con grande emozione» perché — disse loro — «siete soliti di recarvi in pellegrinaggio a quel santuario» ad aiutare «i pellegrini malati: sacerdoti, medici, infermiere, membri del servizio di sanità, di trasporto, di assistenza» e perché con la vostra presenza nella basilica di San Pietro «fate onore al Papa, rendendolo quasi partecipe dei vostri annuali pellegrinaggi a Lourdes, della vostra comunità, della vostra preghiera, della vostra speranza e anche di ogni vostra personale rinuncia e di quella reciproca donazione e sacrificio, che caratterizzano la vostra amicizia e solidarietà».
Giovanni Paolo II andò due volte nella cittadella mariana frencese. La prima nell’agosto 1983: «Pellegrino tra i pellegrini a Lourdes dove si rigenera la coscienza dell’uomo» titola L’Osservatore Romano del 16-17 agosto. Durante il viaggio apostolico e durante la sosta di preghiera nella grotta di Massabielle disse: «Con tutti voi mi sono fatto pellegrino anch’io! Su questa terra, in certo qual modo, siamo sempre pellegrini e viandanti, come diceva san Pietro (cfr. 1 Pt 2, 11)».
La seconda nell’agosto del 2004 in occasione del 150° anniversario della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione. Fu il suo 104° viaggio internazionale, l’ultimo del suo lunghissimo pontificato itinerante. «L’Osservatore Romano» a pagina 5 titolava: «Vorrei stringervi tra le mie braccia con affetto e dirvi quanto sono vicino e solidale con voi». E qui, nel saluto agli ammalati nella grotta di Massabielle, il senso complessivo della Giornata del malato è efficacemente riassunto nelle parole di Giovanni Paolo II: «Sono con voi, cari fratelli e sorelle, come un pellegrino presso la Vergine; faccio mie le vostre preghiere e le vostre speranze; condivido con voi un tempo della vita segnato dalla sofferenza fisica, ma non per questo meno fecondo nel disegno mirabile di Dio». 

L'Osservatore Romano, 9-10 febbraio 2019