lunedì 11 febbraio 2019

Turchia
Il patriarca Bartolomeo sulla scarsità delle risorse idriche. Una sfida che attende risposte urgenti
L'Osservatore Romano
Una «risposta urgente e unanime» al grave problema della scarsità delle risorse idriche che drammaticamente condiziona la vita di una grande fetta di umanità è stata invocata dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo. L’occasione è stata il ventiduesimo vertice economico eurasiatico che si è svolto nei giorni scorsi a Istanbul, dedicato quest’anno alle dimensioni religiose dell’acqua e al rapporto tra risorse idriche e migrazione. Nel suo intervento il leader ortodosso, che da tempo si distingue anche per una marcata sensibilità per le questioni legate alla difesa dell’ambiente naturale, non ha mancato di ricordare come pur essendo l’acqua «un elemento essenziale in ogni aspetto della vita» oggi purtroppo «quasi due miliardi di persone, prevalentemente nei Paesi più poveri, sono tragicamente obbligati a vivere senza acqua sufficiente e adeguata». Uno squilibrio che inevitabilmente è all’origine anche del vasto fenomeno migratorio. «Il nostro mondo è testimone di alcuni dei più grandi movimenti di rifugiati e di migranti dalla seconda guerra mondiale», ha detto Bartolomeo il quale ha rilevato come contemporaneamente «la crisi globale dell’acqua, che si tratti di privatizzazione, inquinamento, spreco o mancanza, sta diventando una delle sfide più urgenti che stiamo affrontando. Ecco perché è fondamentale per noi considerare il flusso umano di migranti e rifugiati, non solo in termini di conflitti umani, ma anche in termini di cause naturali e cambiamenti climatici». Di qui anche la necessità di ribadire come «l’accesso all’acqua pulita è un diritto umano fondamentale, inviolabile e non negoziabile». Infatti, «l’acqua non appartiene e non può appartenere a nessun individuo o nazione, ma piuttosto appartiene al mondo intero per sempre». Tanto più che l’acqua riveste anche un forte contenuto simbolico dal punto di vista filosofico e religioso. «Dobbiamo ricordare — ha detto Bartolomeo — il ruolo vitale e cruciale che l’acqua svolge, non solo per il benessere sociale e la politica pubblica, ma anche per la filosofia e le tradizioni di fede, dove l’acqua è concepita come un potente simbolo. Secondo il filosofo presocratico Talete di Mileto, il fondatore della filosofia naturale, l’acqua è il principio originario, l’archè. In effetti, tutto viene dall’acqua. L’importanza centrale dell’acqua nella creazione e nella vita è sottolineata anche nelle tradizioni delle religioni mondiali come l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, così come l’induismo e il buddismo». Ecco perché l’emergenza legata alla distribuzione delle risorse idriche «non può avere successo senza il contributo delle religioni mondiali e la loro collaborazione con la politica e l’economia».
L'Osservatore Romano, 11-12 febbraio 2019