mercoledì 12 dicembre 2018

Yemen
Nei colloqui sullo Yemen mediati dall’Onu. Accordo sullo scambio di prigionieri
L'Osservatore Romano
Tra enormi difficoltà di dialogo, la delegazione del governo dello Yemen, riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dalla coalizione a guida saudita, e quella dei miliziani sciiti huthi — presenti ai colloqui mediati dall’Onu a Rimbo, in Svezia — hanno raggiunto un accordo sullo scambio di circa 16.000 prigionieri.
Lo riferiscono fonti citate dalla agenzia di stampa Dpa, precisando che lo scambio dei prigionieri dovrebbe avvenire entro il 19 gennaio prossimo. Lo scambio sarà supervisionato dal comitato internazionale della Croce rossa.
Nonostante le difficoltà emerse nei colloqui di ieri, l’inviato speciale dell’Onu per lo Yemen, Martin Griffiths, ha dichiarato ai giornalisti che le delegazioni stanno comunque dimostrando «uno spirito positivo». «Le due parti sono impegnate in modo serio e costruttivo nel discutere i dettagli delle misure per rafforzare la fiducia», ha dichiarato Griffiths. Stesso ottimismo è stato espresso da uno dei delegati dei ribelli, Abdul-Malik Al-Hajri. «Sono stati fatti progressi e ulteriori risultati positivi potrebbero essere raggiunti nelle prossime ore», ha detto.
Il punto più forte di attrito dell’intero negoziato riguarda la città portuale di Hodeidah, snodo fondamentale per il passaggio degli aiuti umanitari in tutto lo Yemen, che le Nazioni Unite vorrebbero diventasse una zona neutrale, togliendo l’assedio delle truppe governative e permettendo così il ritiro degli insorti huthi.
E domani, ultimo giorni dei colloqui in Svezia tra le parti in conflitto nel martoriato Yemen, sarà presente anche il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Lo confermano fonti del palazzo di Vetro di New York, precisando che Guterres avrà una serie di incontri con le due delegazioni e terrà a Rimbo un discorso durante la sessione finale di questo round di consultazioni.
L'Osservatore Romano, 12-13 dicembre 2018