venerdì 9 novembre 2018

Stati Uniti
Stretta di Trump sul diritto di asilo. Chi entra irregolarmente non potrà ottenere protezione
L'Osservatore Romano
L’amministrazione Trump annuncia la stretta sul diritto di asilo per i migranti in arrivo negli Stati Uniti: chi entra illegalmente non potrà richiederlo. Una mossa dettata da quella che viene definita coma una emergenza nazionale. Una misura — hanno commentato molti analisti — di fatto ad hoc contro la carovana di migranti in arrivo al confine tra Stati Uniti e Messico.
È proprio il ministro della giustizia pro-tempore Matthew Whitaker, al suo primo giorno di lavoro, a imprimere il marchio sulla nuova misura anti-immigrazione, che è giunta a poche ore dallo schiaffo subito dal presidente sui cosiddetti dreamers. Una sentenza della Corte d’appello ha infatti dato ragione a questi ultimi: l’amministrazione non può cancellare il Deferred Action for Childhood Arrivals (il provvedimento conosciuto come Daca) approvato da Barack Obama che tutela appunto i dreamers, cioè i giovani nati negli Stati Uniti da genitori immigrati irregolari. Trump ha sempre affermato di essere contrario al provvedimento e di volerlo cancellare. Il Daca concede ai dreamers il diritto di risiedere legalmente negli Stati Uniti per un periodo di due anni, poi rinnovabili.
Nonostante la bocciatura, come detto, Trump tira dritto con la sua linea dura. In sfida alla legge federale e alle convenzioni internazionali, la sua amministrazione propone di vietare a chi entra illegalmente nel paese di richiedere l’asilo. A questi migranti, al contrario, sarà riservata una procedura di espulsione rapida. Il divieto è rivolto in particolare a chi attraversa il confine dal Messico. La misura va contro soprattutto le diverse carovane di migranti che in questi giorni e puntano verso la frontiera con gli Stati Uniti.
«Il nostro sistema di asilo è sopraffatto da troppe richieste senza merito da parte di stranieri che così mettono sotto un enorme peso le nostre risorse, impedendoci di assicurarle in modo rapido a coloro che meritano l’asilo veramente» affermano Whitaker e il segretario all’interno Kirstjen Nielsen. Secondo l’amministrazione Trump, il sistema delle richieste di asilo è infatti abusato da coloro che cercano negli Stati Uniti opportunità economiche o il ricongiungimento familiare, e non sicurezza. Le restrizioni alle richieste di asilo non entreranno in vigore fino a quando Trump non annuncerà limiti e sospensioni degli ingressi negli Stati Uniti dal Messico, annuncio che è atteso nelle prossime ore.
Al momento sono quindi tre i gruppi di migranti in marcia negli stati meridionali di Chiapas e Oaxaca. Il gruppo più numeroso, circa 4000 persone, è entrato in Messico quasi due settimane fa e ora si trova a Donaji nell’Oaxaca. Nelle scorse settimane gli Stati Uniti hanno annunciato che invieranno oltre cinquemila soldati «per proteggere il confine con il Messico». Un dispiegamento di forze molto più ampio di quello voluto dal presidente. La mossa di inviare molti più soldati del previsto era stata interpretata dalla maggior parte degli analisti politici come un chiaro messaggio di Trump al proprio elettorato. Un modo per ricompattare i consensi in vista dell’appuntamento elettorale.
Va detto che per fermare i migranti in arrivo dal centroamerica, oltre alla polizia e all’esercito, si stanno organizzando anche molte milizie paramilitari ed estremistiche di destra. Tanto che la polizia di frontiera ha già allertato i proprietari terrieri in Texas del «possibile arrivo di civili armati».
L'Osservatore Romano, 9-10 novembre 2018