venerdì 9 novembre 2018

India
Per risvegliare le coscienze. In India la domenica per la liberazione dei dalit
L'Osservatore Romano
Cattolici e protestanti dell’India celebreranno il prossimo 11 novembre la Domenica per la liberazione dei dalit. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio per le caste e le tribù svantaggiate della Conferenza episcopale indiana (Cbci), in collaborazione con il National Council of Churches in India, un forum che riunisce le Chiese protestanti e ortodosse.
L’iniziativa si svolge dal 2007 e dallo scorso anno è in programma nella seconda domenica di novembre. Il tema di questa edizione è «Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore». È stato scelto anche per ricordare il decimo anniversario delle violenze contro i cristiani del Kandhamal, nello stato di Orissa. A dieci anni dai massacri i sopravvissuti non hanno ancora ottenuto giustizia vera e un sufficiente risarcimento, mentre i colpevoli della violenza anticristiana sono ancora impuniti.
Per padre Raj, segretario dell’Ufficio episcopale per le caste e le tribù svantaggiate, l’evento è «un forte appello all’intera comunità cristiana a rinnovare la nostra fede, risvegliare la nostra coscienza a essere la voce di chi non ha voce e stare dalla parte dei dalit vulnerabili». L’obiettivo di questa giornata, ha spiegato il religioso, è quello di attirare l’attenzione «sulla discriminazione dei dalit cristiani, sia all’interno della Chiesa sia nella società. La nostra Costituzione — ha affermato il sacerdote — garantisce la libertà di professare, praticare e diffondere la propria religione. Ma nella realtà dei fatti non è così, perché ai nostri fratelli e sorelle dalit vengono negati i diritti riservati alle caste svantaggiate, solo perché essi si sono convertiti al cristianesimo. Pertanto, viene loro negata anche la libertà di credo».
In India la divisione in caste è stata abolita dalla Costituzione, ma la discriminazione è ancora radicata nella società. L’Ordine costituzionale del 1950 esclude cristiani e musulmani dalle quote riservate per l’accesso ai posti di lavoro e alle scuole, che invece vengono garantite agli altri dalit indù, buddisti e sikh. Per superare l’emarginazione degli ex “intoccabili” nelle gerarchie ecclesiastiche, nel 2016 la Conferenza episcopale ha approvato un piano d’azione per l’inclusione dei dalit.
L'Osservatore Romano, 8-9 novembre 2018