giovedì 18 ottobre 2018

[Text: Italiano, English]
In riferimento ai paragrafi 141-143 - III parte - Capitolo 1
Santità
Eminenze, Eccellenze, carissimi fratelli e sorelle in Cristo.
Nella mia presentazione vorrei far conoscere il frutto della riflessione comune dei leader dei gruppi giovanili e degli operatori della pastorale giovanile che riflette la situazione di una società colpita da guerra e dalla forte crisi economica. Ormai quinto anno l’Ucraina è vittima dell’aggressione militare della Federazione Russa. Sono sopratutto i giovani ucraini di varie etnie, lingue, culture e appartenenze religiose che ogni giorno muoiono per la nostra Patria e difendono il Paese diventando i veri, principali protagonisti della trasformazione della nostra società.
La guerra ha causato un’ondata di emigrazione spaventosa.
Oggi gli immigrati ucraini, sopratutto in Europa centro-occidentale, si contano a milioni. Si tratta sopratutto della popolazione giovane.
Sono proprio loro, i giovani, che mi hanno chiesto di portare all'attenzione dei padri sinodali il loro bisogno di una Chiesa madre.  Più che una istituzione essi cercano una comunità di persone con la fede autentica. Provano una certa avversione nei confronti della Chiesa che si presenta come una struttura fredda che lotta per la sua sopravvivenza e gli interessi geopolitici. Dicono che la Chiesa di questo tipo non sarà mai giovane. Cercano una comunità formativa che potrebbe diventare un’oasi della vera umanità e dignità della persona. Ci chiedono di comprendere fino a che punto la Chiesa è una istituzione, e come vivere il nostro essere Chiesa come «un ospedale da campo» per guarire le loro ferite.
È da sottolineare che - grazie alle persone eminenti della storia della Chiesa Greco-Cattolica in Ucraina - non solo cattolici ma tutta la società giovanile vuole vedere in noi un'autorità morale che offre i riferimenti chiari per la loro vita. Nel contesto dello smarrimento sociale e politico si parla oggi dell’urgente necessità di «ecologia dell'essere umano» come di un sinonimo o di un’espressione pastorale del concetto della legge naturale. Proprio partendo da questo fondamento comune, il «tessuto più profondo" dell’umanità, con la grazia dello Spirito Santo possiamo illuminare la ricerca personale della propria identità della nostra gioventù, la propria vocazione e il servizio da compiere nella comunità della Chiesa di Cristo.
In tale contesto, per l’accompagnamento pastorale si cercano persone autenticamente mature. Non dimentichiamo che non sempre le persone più grandi di età o quelli che hanno frequentato università o seminari, sono da considerarsi per questo maturi. Spesso un giovane che ha sofferto, che ha guardato negli occhi della morte sul campo di battaglia o che ha salvato la vita dei civili sotto i bombardamenti, ha saputo guadagnarci la vita nelle condizioni estreme, capisce il prezzo della vita umana meglio di un prete arrogante o di un politico cleptocratico. Non lo stato clericale, ma la maturità umana, spirituale, professionale sono necessarie per aiutare un giovane a discernere la propria vocazione umana e cristiana, a testimoniare quello che noi proponiamo come il senso della nostra vita, annunciamo come Il Vangelo e vogliamo trasmettere come il tesoro della nostra fede nell’unico Salvatore – Gesù Cristo.
La gioventù ucraina afferma che per loro la Chiesa rappresenta la comunità dove loro incontrano Dio, rappresenta un’autorità morale e spirituale ed è per loro la Maestra della vita. I giovani si sentono parte attiva di questa comunità, condividono la loro responsabilità e vi chiedono: «Non pensate a quello che dovete fare PER noi, ma a quello che dovete fare INSIEME a noi"!
English
In regards to paragraphs  141–143 - part III Chapter 1
Your Holiness,
Eminences, Excellencies, dear Brothers and Sisters in Christ,
In my presentation I wish to make known the fruits of the joint reflection of groups of youth leaders and those who work in youth ministry, which reflect the situation of a society stricken by war and a serious economic crisis. For the past almast five years, Ukraine has been and continues to be the victim of the military aggression of the Russian Federation. In particular, young Ukrainians of various ethnicities, languages, cultures, and religious denominations, each and every day are dying for our country and are defending it by becoming the true, principal protagonists of the transformation of our society.
The war has caused a frightening surge in emigration. Ukrainian immigrants today, especially in the centre of western Europe, are in the millions. And they are a population of young people.
It is precisely such young people, who have asked me to bring their need to the attention of the Synodal Fathers for a Church that is a Mother. Much more than an institution, they are searching for a community of persons with the authentic Faith. They harbour a certain aversion to a Church which presents itself as a cold structure, which fights for its own survival and for geopolitical interests. They tell me that such a Church will never be young. They are searching for a formative community which is capable of becoming an oasis of true humanity and human dignity. They are asking us to help them understand to what degree the Church is an institution, and how to live and be Church as “a field hospital” that tends to their wounds.
I would like to emphasize that – thanks to outstanding people in the history of the Greek-Catholic Church in Ukraine – all of our young people, and not only Catholics, look to us as a moral authority that offers clear direction for their lives. In the context of our social and political confusion, we are hearing about the urgent necessity of an “ecology of the human person” as a synonym or pastoral expression of the concept of Natural Law. In starting from this common foundation, from the ”deepest stuff” of humanity, we can, with the Grace of the Holy Spirit, illuminate the search for our young people’s identity, the quest for their own vocation and ministry in the community of Christ’s Church.
In this context, they are seeking authentic and mature persons to accompany them pastorally. We must not forget that, older people or those that went to university or seminary, are not always to be considered mature for such accompaniment. Frequently, a young person that has suffered, that has gazed into the eyes of death on the field of battle or who has braved bombs to save the life of civilians, learning to preserve life in extreme conditions, understands the value of human life better than an arrogant priest or a cleptocratic politician. It is not the clerical state but human, spiritual, and professional maturity that are necessary to help young people discern their human and Christian vocation, and to witness that which we present as the meaning of our lives, that which we proclaim as The Gospel, and that we seek to transmit as the treasure of our faith in the only Saviour – Jesus Christ.
Ukrainian youth declare that, for them, the Church represents the community where they encounter God. For them, it represents a moral and spiritual authority and is the teacher of life. Our young people consider themselves an active part of this community, they share their responsibilities and ask you: ”Don’t think of what you can do FOR us, but that which you have to do together WITH us!”