giovedì 11 ottobre 2018

(a cura Redazione “Il sismografo”)
"Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!"
(LB) La catechesi di Papa Francesco, ieri, mercoledì 10 ottobre, è forse una delle più impegnative, rilevanti e fondamentali del pontificato di Jorge Mario Bergoglio. E sarà quasi certamente molto polemica anche perché sarà vista e analizzata dall'ottica delle legislazioni abortiste e anche a partire della questione più generale dello stato laico, dunque non confessionale, due componenti centrali dell'intera e complessa questione del valore e della natura della vita umana. L'augurio è uno solo: un dibattito sincero e mite, educato e ragionato.La discussione, si sa, non è facile poiché all'origine contano in modo determinante le proprie e personali convinzioni religiose e morali.
La vita, valore basilare nei rapporti umani
Le numerose riflessioni del Papa dedicate alla vita umana, scandite con una gradualità pedagogica trasparente, hanno preso spunto dal quinto comandamento: “Non uccidere”. Al riguardo il Santo Padre sottolineò subito ieri un primo elemento, spartiacque in tutte le convivenze umane.
Il Papa ha detto ieri subito dopo aver citato il comandamento “Non uccidere”: "con la sua formulazione concisa e categorica, (il quinto comandamento) si erge come una muraglia a difesa del valore basilare nei rapporti umani. E qual è il valore basilare nei rapporti umani?: Il valore della vita. Per questo, non uccidere."
Si tratta di affermazioni che Francesco fa risalire, dall’ottica dottrinaria, all’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1998 “Donum vitae” nella quale si legge: “La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente».

Il male che sta devastando il mondo e la convivenza umana

Immediatamente dopo, ieri, il Santo Padre ha aggiunto una seconda riflessione fondamentale per comprendere la sequenza del suo magistero sulla questione vita-morte-male. “Si potrebbe dire – ha precisato - che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo – leggiamo sui giornali o vediamo nei telegiornali tante cose –, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, cioè, in qualche modo, uccidere.

Dunque, a monte, nei ragionamenti del Papa c’è una difesa a tutto campo della vita umana, “della vita umana intera” come ha detto in passato, e non solo di alcuni passaggi, momenti o situazioni. E’ chiaro, ancora una volta, che Francesco è contro l’aborto, come vedremo fra poco, perché è un’azione che attenta contro la vita così come, per le medesime ragioni, è contro altre azioni che mettono ugualmente a repentaglio la vita degli essere umani (guerre, sfruttamenti, fame, speculazioni …)

Certo, la stampa, ieri e oggi, ignora queste premesse senza capire le quali rende difficile capire bene quanto il Papa ha detto sull’aborto. Da quanto si è detto sui giornali, nei social e nelle Tv, sembrerebbe che ieri Francesco ha parlato solo dell’aborto per rinnovare la condanna della Chiesa e magari a sferrare qualche attacco da qualcuno definito “violento e intimidatorio”.

Non è così come dimostra la lettura integrale dell’allocuzione del Pontefice ieri. Lui, è chiaro, parlava sulla vita e su tuitte le forze, azioni, situazioni, circostanze, progetti, che assediano la vita umana, la quale - anche se difficile da capire - non è disponibile per nessuno e per nessuna ragione. In altre parole: nessuno ha il diritto di decidere sulla vita degli altri, nessuno!, né le persone, né le istituzioni, né gli stati.

Francesco e l’aborto

Quanto ha detto ieri Francesco specificamente sull’aborto, ricordando l’eufemismo sulla “interruzione della gravidanza” (che oscura o nasconde che questa interruzione comporta necessariamente la soppressione di una vita umana, lo scarto di un essere umano indifeso al quale vengono negati e tolti le risorse indispensabili per continuare la sua vita in evoluzione), non è nuovo. Fa parte del suo magistero dai tempi in cui era l’arcivescovo ausiliare di Buenos Aires. Alle spalle di Francesco c'è tutto il magistero sulla materia di altri Pontefici e al riguardo c'è solo coerente continuità.
La condanna e il rifiuto dell’aborto di Papa Francesco, rinnovanti ieri durante l'Udienza generae, partono da alcune domande che i critici evitano accuratamente di rispondere:

E’ giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema?” Come è possibile rivendicare il diritto a sopprimere la “vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?
Dopo questo passaggio il Papa ha aggiunto le riflessioni mediaticamente più visibili in queste ore e che hanno dato origine a qualche polemica, in particolare per l'uso della parola "sicario" così come quattro mesi si polemizzò per l'uso di espressioni come "guanti bianchi per curare la purezza della razza". 
Francesco ieri ha detto: “Io vi domando: è giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. È come affittare un sicario per risolvere un problema.
Curare la purezza della razza con guarti bianchi
Nella Sala Clementina, il sabato 16 giugno 2018, incontrando la Delegazione del Forum dell'Associazioni familiari, il Papa disse: "Ho sentito dire che è di moda – o almeno è abituale – nei primi mesi di gravidanza fare certi esami, per vedere se il bambino non sta bene, o viene con qualche problema… La prima proposta in quel caso è: “Lo mandiamo via?”. L’omicidio dei bambini. E per avere una vita tranquilla, si fa fuori un innocente. Quando ero ragazzo, la maestra ci insegnava storia e ci diceva cosa facevano gli spartani quando nasceva un bambino con malformazioni: lo portavano sulla montagna e lo buttavano giù, per curare “la purezza della razza”. E noi rimanevamo sbalorditi: “Ma come, come si può fare questo, poveri bambini!”. Era un’atrocità. Oggi facciamo lo stesso. Voi vi siete domandati perché non si vedono tanti nani per la strada? Perché il protocollo di tanti medici – tanti, non tutti – è fare la domanda: “Viene male?”. Lo dico con dolore. Nel secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso, ma con guanti bianchi."
Gli attacchi alla vita nascono nella paura dell'accoglienza
Su questi concetti, presi tra l’altro da molteplici e conosciute esperienze di vita, il Papa ieri ha voluto osservare ancora: “Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita da dove nascono in fondo? Dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza, cioè è un modo di dire: “interrompere la gravidanza” significa “fare fuori uno”, direttamente.” 
Poi ha aggiunto: “E che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro – meglio togliere di mezzo questo, perché costerà –, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita qual è? È l’amore, l’amore con cui Dio la ama! L’amore con cui Dio ama la vita: questa è la misura. L’amore con cui Dio ama ogni vita umana. Infatti, qual è il senso positivo della Parola «Non uccidere»? Che Dio è «amante della vita»"
La vita vulnerabile non giustifica la sua soppresionee
Papa Francesco, ieri, ha voluto concludere la sua catechesi riflettendo su una questione che spesso si dimentica eppure è un problema fondamentale per le odierne civiltà e culture nel mondo: la vita umana vulnerabile.
"Un bimbo malato - ha detto il Papa - è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore."
A questo punto, Francesco a ribadito le ragioni ultime del perché i cristiani dovrebbero difendere sempre la vita in ogni suo passaggio o momento. "Il segreto della vita - ha detto - ci è svelato da come l’ha trattata il Figlio di Dio che si è fatto uomo fino ad assumere, sulla croce, il rifiuto, la debolezza, la povertà e il dolore. In ogni bambino malato, in ogni anziano debole, in ogni migrante disperato, in ogni vita fragile e minacciata, Cristo ci sta cercando , sta cercando il nostro cuore, per dischiuderci la gioia dell’amore."
Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!
E dunque ecco le riflessioni conclusive del Papa sulla difesa della vita umana: "Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato! Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: «Non uccidere». A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio! Non sottovalutarti, non disprezzarti con le dipendenze che ti rovineranno e ti porteranno alla morte!Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati. Lui è «amante della vita»: è bello questo, “Dio è amante della vita”. E noi tutti gli siamo così cari, che ha inviato il suo Figlio per noi. «Dio infatti – dice il Vangelo – ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna».