sabato 18 agosto 2018

(Luis Badilla - ©copyright)  Il gesuita Hans Zollner, membro della Pontifica Commissione per la tutela dei minori, grande esperto in questioni di abusi sessuali e instancabile animatore delle iniziative dell'Università Gregoriana "guarigione e rinnovamento", alla domanda di Andrea Tornielli, su cosa dice a suo avviso il Rapporto del Grand Jury della Pennsylvania ha dato ieri questa risposta: "Ci dice: per decenni ci sono stati preti che hanno abusato di minori e la cultura prevalente nella Chiesa è stata quella dell’insabbiamento, della negligenza e dell’omertà".
Giovedì 16 sera, una dichiarazione della Santa Sede sulla vicenda statunitense – “orribili crimini (che causano): vergogna e dolore” – ha sottolineato: “La Chiesa deve imparare dure lezioni dal passato e che dovrebbe esserci un’assunzione di responsabilità da parte sia di coloro che hanno abusato, sia di quelli che hanno permesso che ciò accadesse”. Poi il documento aggiunge questa riflessione: “La Santa Sede incoraggia costanti riforme e vigilanza a tutti i livelli della Chiesa Cattolica per garantire la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili. Sottolinea, inoltre, la necessità di obbedire alla legislazione civile, compreso l’obbligo di denunciare i casi di abusi su minori. Il Santo Padre comprende bene quanto questi crimini possano scuotere la fede e lo spirito dei credenti e ribadisce l’appello a fare ogni sforzo per creare un ambiente sicuro per i minori e gli adulti vulnerabili nella Chiesa e in tutta la società. Le vittime devono sapere che il Papa è dalla loro parte. Coloro che hanno sofferto sono la sua priorità, e la Chiesa vuole ascoltarli per sradicare questo tragico orrore che distrugge la vita degli innocenti.
Parole e riflessioni giuste, opportune, necessarie … eppure, di fronte ad una tale “catastrofe morale e crisi spirituale”, come dicono i vescovi degli Stati Uniti, non saranno mai abbastanza e sufficienti.
A questo punto però, se onesti soprattutto con noi stessi, cosa che riguarda ogni singola coscienza, la chiesa tutta, gerarchia, clero e Popolo di Dio, ci si deve porre una domanda, lasciando da parte eufemismi, mezze verità, acrobazie verbali e nascondimenti omertosi: perché allora, per tanti anni, dal Papa in giù, fino all’ultima diocesi, venne incoraggiata la politica dell’occultamento degli abusi? Perché la Santa Sede, Papa Giovanni Paolo II, il suo entourage polacco, il Segretario di Stato card. Angelo Sodano e altri, per anni hanno occultato le orrende malefatte di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo?
Coloro che in questo periodo ebbero partecipazione determinante in queste vicende, e sono ancora in vita, in particolare il card. Angelo Sodano, oggi Decano del Collegio cardinalizio (91 anni) e il card. Stanisław Dziwisz, emerito di Cracovia, 79 anni, sono mai stati chiamati a dare delle risposte ad alcune domande sul come decisero di trattare la questione degli abusi? 
E’ una cosa sulla quale parlano tutti, nella Chiesa, tra il clero e anche nella gerarchia, tra vaticanisti e altri osservatori delle questioni ecclesiali, ma rimane sempre sottotraccia, nascosta, tabù, forse perché prima o dopo va a toccare la figura del papa santo Giovanni Paolo II.
La Chiesa non riuscirà mai a vincere la battaglia della pedofilia clericale se non fa i conti con la sua storia vera degli ultimi anni in materia di abusi, se non fa autocritica sincera e completa, se non riconosce apertamente e umilmente i suoi peccati e crimini in materia di abbandono dei minori ricevuti proprio perché fossero protetti e custoditi e poi, per incuria, complicità, codardia e omertà, sono stati  lasciati nella disponibilità di sacerdoti indegni, "criminali" dice il comunicato vaticano di giovedì.
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Quando l'intera comunità ecclesiale, dal primo all’ultimo dei suoi membri, metterà mano fino in fondo a ciò che padre Zollner denuncia come “cultura prevalente nella Chiesa” in materia di abusi, cioè “quella dell’insabbiamento, della negligenza e dell’omertà"?
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Il Comunicato della Santa Sede di giovedì 16 scorso sottolinea e auspica: “Dovrebbe esserci un’assunzione di responsabilità da parte sia di coloro che hanno abusato, sia di quelli che hanno permesso che ciò accadesse”. Da molti anni la politica dell’occultamento, della copertura, dell’insabbiamento e anche del discredito delle vittime ha impedito o ritardato l’azione della Chiesa destinata ad sradicare questa piaga. Allora la domanda è semplice: quando si metterà mano fino in fondo a la ragnatela degli occultamenti e degli occultatori imponendo regole tanto severe come quelle contro chi abusa sessualmente di un minorenne o di una persona vulnerabile?