venerdì 1 giugno 2018

Italia
A Napoli la beatificazione di Maria Gargani. Figlia spirituale di padre Pio
L'Osservatore Romano
(Giuditta Esselem Jurand, Postulatrice generale della congregazione delle suore apostole del Sacro Cuore) È la prima figlia spirituale di padre Pio da Pietrelcina a salire agli onori degli altari. Si tratta di Maria Crocifissa del Divino Amore, al secolo Maria Gargani, che sabato 2 giugno, nella cattedrale di Napoli, viene beatificata dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco.
Maria, ultima di otto figli, nacque da Rocco e da Angelina De Paula il 23 dicembre 1892 a Morra Irpina (oggi Morra De Sanctis), in provincia di Avellino. I genitori le impartirono un’accurata educazione cristiana e la piccola corrispose con amore e assiduità alle loro premure. Compiuti gli studi nel convitto nazionale di Avellino e conseguita l’abilitazione magistrale, vinse il concorso e nell’ottobre 1913 iniziò l’insegnamento nelle elementari di San Marco la Catola.
Presto conobbe i padri cappuccini Agostino e Benedetto, entrambi da San Marco in Lamis e, sotto la loro direzione, la giovane insegnante, parallela alla attività didattica, intraprese un’intensa azione di apostolato, che le fu causa di gravi difficoltà con le colleghe e con le autorità scolastiche. Ma, sorretta dai direttori spirituali, rimase fedele alle sue iniziative.
Un giorno padre Agostino le chiese il permesso di consultare un confratello per i problemi del suo spirito, già suo discepolo, senza però farne il nome; ed essa acconsentì. Soltanto più tardi seppe che quel confratello ed ex discepolo era padre Pio. Fallito un primo tentativo d’incontrarlo a Foggia, prima delle vacanze estive del 1916, Maria chiese e ottenne di rivolgersi a lui per corrispondenza. Padre Pio però già la conosceva in ispirito, come si ricava dalla sua prima lettera da Foggia.
Dovevano trascorrere ancora quasi due anni prima che i due si incontrassero personalmente. Questo desiderato incontro ebbe luogo a San Marco la Catola, nella seconda metà dell’aprile 1918. Padre Pio vi si era recato per conferire con il suo direttore spirituale padre Benedetto e vi rimase quasi un mese. In questo periodo i colloqui della giovane insegnante con colui che da quasi due anni la dirigeva per corrispondenza furono quotidiani. Maria, mentre s’impegnava più a fondo nelle attività didattiche e apostoliche, cominciò a sentire il bisogno di consacrarsi al Signore nella vita religiosa e padre Pio le fu maestro nella scelta dello stato, attraverso parecchie peripezie.
I padri Agostino e Benedetto, pur d’accordo sulla realtà della vocazione religiosa, erano in disaccordo sull’istituto da scegliere: l’uno l’avrebbe voluta tra le suore brigidine e l’altro tra le ancelle del Sacro Cuore. Padre Pio, invece, non ci vedeva chiaro; ma anche lui, come padre Benedetto, sembrava protendere per le brigidine. Ella, prima di orientarsi definitivamente, interrogò di nuovo il frate di Pietrelcina, il quale, pur lasciandole la decisione, manifestò di nuovo la propria propensione per le brigidine. Tutti, quindi, sembravano ormai d’accordo: padre Benedetto, la Gargani e padre Pio e anche padre Agostino, il quale però desiderava conoscere meglio la soluzione da darsi al problema e quindi interpellò di nuovo padre Pio: «Vorrei conoscere su tal punto le divine intenzioni perché, ripeto, io bramo che in tutto e per tutto si faccia la divina volontà ».
La risposta richiesta fu ritardata, prima per una grave malattia di padre Pio, poi per una sua dimenticanza nella prima lettera di risposta al direttore. La cosa quindi ormai sembrava chiara. Senonché, terminato l’anno scolastico e recatasi a San Giovanni Rotondo per chiedere al padre la benedizione prima di partire per Roma, Maria Gargani si sentì dire, invece, di ritornare a casa; e dinanzi alle sue insistenze, padre Pio, irremovibile, esclamò: «Togliamo nel mondo quel poco di luce che c’è e poi ci lamentiamo che le anime non vanno a Dio».
La questione però rimase aperta. Nella corrispondenza di quei mesi non si parla più del problema vocazionale; ma la giovane nei suoi appunti racconta che salì di nuovo a San Giovanni Rotondo e questa volta risoluta a scegliere le ancelle del Sacro Cuore verso le quali la orientava padre Agostino. Padre Pio apprese la decisione con una certa indifferenza e, quasi presago del futuro, le disse: «Ebbene, se vuoi andare, va’!; ma ti raccomando di non lasciare il posto, sai?... Quanti giri devi fare ancora su questa terra!». Temporaneamente, scartata l’idea della vita religiosa nel chiostro, Maria Gargani fu trasferita da San Marco la Catola a Volturara Appula. Anche qui continuò il suo intenso apostolato nelle file dell’Azione cattolica e del Terz’ordine francescano; in più, tra il 1930 e il 1931, organizzò l’opera del Sacro Cuore per le vocazioni povere del seminario di Lucera, sempre guidata e consigliata da padre Pio. L’opera sfociò più tardi nel nuovo istituto delle apostole del Sacro Cuore e fu da lui gioiosamente accolto. Infatti l’opera del Sacro Cuore diventò pia unione nel 1936, congregazione di diritto diocesano nel 1945 e di diritto pontificio dal 1963.
La fondatrice così riassume la collaborazione del suo direttore spirituale: «Nella storia che ho fin qui raccontata non è stata mai assente la persona e l’anima di padre Pio che, dacché ebbi la fortuna di conoscerlo, non ha abbandonato il mio spirito in tutte le vicende della mia vita, sapendo che ero debole ed avevo bisogno di un valido aiuto e sostegno, specie nelle dure prove, a cui venivo sottoposta dal disegno di Dio». Dieci anni dopo, madre Maria Gargani morì. Era il 23 maggio 1973.
L'Osservatore Romano, 1-2 giugno 2018