martedì 15 maggio 2018

Venezuela
Appelli per il rinvio del voto in Venezuela
L'Osservatore Romano
I ministri degli esteri del cosiddetto gruppo di Lima hanno lanciato un «ultimo appello» affinché il governo venezuelano sospenda le elezioni presidenziali previste per domenica prossima, 20 maggio. «Non vi sono le garanzie per un processo elettorale libero, giusto, trasparente e democratico», hanno sottolineato i rappresentanti dei paesi del gruppo, nato nella capitale peruviana nell’agosto dello scorso anno. Del gruppo fanno parte Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Perú e Santa Lucia.
In particolare, Luis Videgaray, capo della diplomazia messicana, ha ribadito che «i paesi che fanno parte di questo gruppo condannano il regime autoritario che esiste attualmente in Venezuela, che ha violato l’istituzionalità democratica e lo stato di diritto». Alla vigilia dell’incontro svoltosi ieri nella capitale messicana, il Venezuela aveva chiesto ai paesi del gruppo di Lima di «riprendere il cammino del rispetto reciproco». Il ministro degli esteri, Jorge Arreaza, aveva affermato che «a differenza di altri processi nella regione, la campagna elettorale in Venezuela trascorre in pace».
Anche i vescovi del Venezuela sono tornati a chiedere, con un appello diramato ieri, il rinvio delle elezioni. Nel loro comunicato si legge che «la gente comprende che la chiamata a queste elezioni anticipate è stata fatta per interessi politici», sottolineando che sono state convocate da un ente illegittimo, l’Assemblea nazionale costituente. «L’interesse di piccoli gruppi non può essere anteposto a quello della grande maggioranza della popolazione venezuelana». L’analisi dunque è chiara: «Non ci sono sufficienti garanzie per una consultazione elettorale libera, affidabile e trasparente». La Conferenza episcopale venezuelana torna quindi a chiedere «pubblicamente il rinvio di queste elezioni per l’ultimo trimestre dell’anno, anche se siamo a pochi giorni dal 20 maggio, il giorno designato per le consultazioni».
A difesa del presidente Nicolás Maduro, è intervenuto domenica il presidente della Bolivia: Evo Morales ha attaccato gli Stati Uniti e l’Organizzazione degli stati americani accusandoli di progettare un piano contro la «rivoluzione bolivariana portata avanti in Venezuela».

L'Osservatore Romano, 15-16 maggio 2018