martedì 6 marzo 2018

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Messa a Santa Marta. Perdonare per essere perdonati 
«Purtroppo» e «a patto che»: con queste due espressioni Papa Francesco ha spiegato cosa è e come si vive davvero e fino in fondo il perdono. Nella messa celebrata martedì mattina 6 marzo a Santa Marta, il Pontefice ha suggerito di non aver vergogna ad accusare se stessi di essere «purtroppo» peccatori. E ha ricordato che il Signore è sempre pronto a perdonarci «a patto che» noi perdoniamo gli altri.
«Sempre in questo cammino di conversione che è la Quaresima oggi la Chiesa ci fa riflettere sul perdono» ha fatto subito notare il Papa, chiedendosi: «Cosa è il perdono? Da dove viene il perdono?». Per rispondere a questi interrogativi Francesco ha preso le mosse dalle «due letture di oggi» che, ha detto, «possiamo spiegare con due parole semplici: purtroppo e a patto che». Sono proprio queste «le due parole del messaggio di oggi: purtroppo e a patto che».

L'Osservatore Romano
*** Papua Nuova Guinea: Cordoglio del Papa per le vittime del terremoto
Sala stampa della Santa Sede

*** Elezioni 2018, Parolin: «Serve visione positiva delle migrazioni» (Intervista)
(Patrizia Caiffa) Il cardinale segretario di Stato vaticano intervenuto alla alla plenaria dell’International catholic migration commission (Icmc). Il consiglio: lavorare contro la cultura dominante del rifiuto.

SIR - RomaSette
*** Intervento del Cardinale Segretario di Stato all’Assemblea Plenaria della Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni
Pubblichiamo di seguito l’intervento che l’Em.mo Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha pronunciato questa mattina ai lavori di apertura dell’Assemblea Plenaria della Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni che ha luogo a Roma dal 6 all’8 marzo:
Intervento del Cardinale Segretario di Stato
Eccellenze, Signore e Signori, cari amici,
sono lieto di questa opportunità che mi date per rivolgervi un saluto ed offrirvi alcune considerazioni in un momento importante nel quale la Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni è chiamata a dare alla Chiesa e al mondo, oltre che a sé stessa, risposte adeguate a nuove domande e ad interrogarsi sulle forme oggi più adatte per portare avanti il suo impegno nelle situazioni che riguardano le migrazioni.Tutti qui sappiamo che l’ICMC è nata a seguito degli sconvolgimenti causati dalla II guerra mondiale, per volontà del Papa Pio XII, che l’aveva voluta per far fronte al massiccio spostamento di rifugiati, come organismo cattolico internazionale di informazione, di coordinamento e di rappresentanza per le migrazioni.
Sin dai suoi inizi, gli Episcopati delle nazioni più implicate nel fenomeno delle migrazioni furono coinvolti, tramite rappresentanti, nell’elaborazione del suo statuto, poi formalmente approvato dal Santo Padre con Lettera del 12 aprile 1951 a firma del Sostituto della Segreteria di Stato, Mons. Giovanni Battista Montini.
[Text: Italiano, English]
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