giovedì 22 marzo 2018

Italia
«Nessuna spaccatura tra i due pontefici. Joseph da sempre fedele a Francesco»
Il Messaggero
(Franca Giansoldati) Monsignor Bruno Forte, teologo e arcivescovo metropolita di Chieti sta facendo ritorno a casa dopo avere preso parte al Consiglio Permanente della Cei. Anche lui, come i vescovi e i cardinali che vi  hanno partecipato, ha seguito gli sviluppi sul caso della lettera di Ratzinger. In serata è arrivato un  messaggio di solidarietà al Prefetto della Comunicazione da parte del portavoce dei vescovi, don  Ivan in cui si esprime un'amicizia che va oltre la collaborazione operativa.
In questo passaggio delicato sembrerebbe che vi sia una dicotomia tra i due Papi, lei che  conosce bene entrambi, che ne pensa? 
«Con convinzione posso testimoniare che esiste una profonda continuità tra i due pontefici, e non  solo perché sono entrambi uomini di fede, ma perché amano la Chiesa senza misura. Papa  Benedetto ha testimoniato in tantissime occasioni la sua fedeltà a Papa Francesco, il suo essere leale e sincero. Non ci sono dubbi di sorta».  
Tuttavia quello che è accaduto in questi ultimi giorni, ha fatto emergere nuovamente forti e  diffuse critiche in questa direzione.  
«No le cose non stanno così. Cercare contrapposizioni o distanze tra loro due significa volere  forzare la realtà, significa volere mettere zizzania senza tenere conto che entrambi vivono con il  dono della fede in Gesù che significa carità e, di conseguenza, unione. Non sono aspetti da  tralasciare, risultano anzi decisivi».  
E questo caso mediatico come va collocato secondo lei, che cosa sta accadendo? 
«Nello specifico forse l'ho seguito poco, ma temo che chi prende questi fatti a pretesto per  inventarsi spaccature è fuori strada. Lo dico conoscendo l'unione vera esistente tra i due. In questo  senso il caso il senso della lettera e il chiasso mediatico strumentale che se ne è fatto non ha  rilevanza».  
La rilevanza di questo caso però ha prodotto delle dimissioni molto importanti. Magari sono  stati fatti degli sbagli 
«A volte le scelte possono dipendere dalle situazioni concrete che si vengono a verificare al di là  delle buone intenzioni. Come esseri umani a tutti può capitare di fare scelte che vengono fraintese,  ma questo non autorizza a ricamare su una divisione esistente nella Chiesa. Sono certo dell'assoluta  buona fede di chi è stato coinvolto in questo episodio. E' fuorviante pensare il contrario».  
Lei di spaccature non ne vede? 
«Assolutamente no. Anzi ribadisco la convinzione della fedeltà profonda a Francesco che il Papa  emerito nutre nei suoi confronti. Forse all'inizio la coabitazione sembrava insolita. Ma nonostante  due stili differenti, due caratteri diversi, la comunione si è cementata e io personalmente lo ho  potuto costatare in tante occasioni. Per esempio durante i due sinodi. Chi vuole strumentalizzare  vuole dividere la Chiesa e questo è opera diabolica. Ma poi tutto va avanti perché il bene è  superiore dell'influenza di queste forze» 

Il Messaggero, 22 marzo 2018