martedì 6 marzo 2018

Italia
Migranti, altri 21 dispersi. In Sicilia «sbarchi fantasma»
Avvenire
(Nello Scavo) Li hanno visti arrampicarsi lesti, protetti dalla notte, sul costone che affaccia sulla baia. E hanno capito che ad Agrigento c' era stato un' altro sbarco fantasma. Uno di quelli che da settimane si stanno susseguendo: piccole barche che salpano dalla Tunisia, sfuggono ai radar, e si arenano sulle spiagge siciliane. Un altro sbarco fantasma mentre più a Sud nave Aquarius dell' ong Sos Mediterranée ha ripreso la rotta verso l' Italia dopo avere preso a bordo 72 naufraghi trasferiti a dalla nave mercantile cipriota 'Mv Everest' che li aveva soccorsi. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti vi sarebbero almeno 21 dispersi, tra cui almeno una donna in gravidanza, tutti presumibilmente annegati. Altre 90 persone sono state intercettate e riportate a Tripoli dalla Guardia costiera libica.
Nell' Agrigentino a segnalare l' arrivo è stata l' associazione Mare Amico. Gli uomini, arri- vati nella notte tra sabato e domenica, hanno scalato una collina impervia e pericolosa e si sono dispersi nelle campagne tra Punta Bianca e Zingarello. La barca, abbandonata sulla pisaggia, proveniva dalla Tunisia ed era iscritta nel registro navale di Monastir. Le indagini sono svolte dalla Capitaneria di Porto Empedocle e dai carabinieri di Agrigento. Anche perché l' abilità con cui i nordafricani hanno scalato il colle ha fatto pensare a qualche investigatore che si trattasse di persone allenate. Ma secondo diversi abitanti della zona il costone, per quanto ostico, per essere sclatato non ha bisogno di particolari capacità, se non fiato e gambe. 
La sequenza di arrivi dalla Tunisia lascia pensare che dalla zona di Sfax stiano riprendendo le partenze. Proprio ieri la Guardia nazionale ha bloccato al largo di Sidi Mansour, proprio nei pressi di Sfax, un a peschereccio con a bordo 28 migranti intenzionati a raggiungere clandestinamente le coste italiane. Lo ha reso noto il ministero dell' Interno di Tunisi precisando che i fermati, denunciati all' autorità giudiziaria sono tutti tunisini delle regioni di Kairouan, Gafsa, Sousse, Tozeur e Mahdia, tra le più povere del Paese. Sempre a Sfax le autorità tunisine hanno fermato un 14enne che contava di imbarcarsi per l' Italia a partire delle isole Kerkennah. All' insaputa della sua famiglia, che aveva lanciato l' allarme, il minorenne è stato intercettato alla stazione marittima di Sfax, da dove si prende il traghetto per le Kerkennah. E da lì erano probabilmente partiti due nordafricani salpati insieme a un gruppo di connazionali giunti a Pantelleria lo socrso 24 febbraio. 
Uno sbarco come tanti, sembrava. Invece Makram El Gharbi, 34 anni, e Sabeur Mhadhbi, 24 anni, sono finiti in manette. I due, già espulsi rispettivamente a giugno e a dicembre 2017 dopo un provvedimento prefettizio emanato a Piacenza nel primo caso e a Trapani nel secondo, avevano tentato nuovamente la rotta italiana, stavolta totalmente sprovvisti di documenti di identificazione. Il loro loro salvataggio in mare, peraltro era particolarmente difficoltoso. Il gruppo era rimasto incagliato in una insenatura dell' isola, particolarmente difficile da raggiungere. Recuperati da una motovedetta dei carabinieri e accompagnati all' hotspot di Trapani, dopo gli accertamenti di rito, sono stati arrestati e al termine dell' udienza di convalida sono iniziate le procedure per la loro espulsione. 
Da novembre 2017 l' Unhcr, con il sostegno dell' Unione europea, ha evacuato oltre 1.300 rifugiati dalla Libia in vista di un ulteriore reinsediamento. Il dato è emerso nel corso dei colloqui avvenuti oggi a Bruxelles tra l' Alto rappresentante Ue, Federica Mogherini e l' Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi. Sul tavolo il partenariato Ue-Unhcr nell' affrontare le questioni di protezione dei migranti in Libia, inclusa la task-force Ue-Unione africana-Onu. I due hanno sottolineato la necessità di accelerare i reinsediamenti dal Niger.