venerdì 2 febbraio 2018

Vaticano
( a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze. rinunce e nomine
*** Visita Pastorale del Santo Padre Francesco a Nomadelfia, nella Diocesi di Grosseto, dove incontrerà la Comunità fondata da Don Zeno Saltini; e a Loppiano (Firenze) nella Diocesi di Fiesole, dove visiterà la Cittadella Internazionale del Movimento dei Focolari (10 maggio 2018)
 

Programma
*** Visita Pastorale del Santo Padre ad Alessano (Lecce), nella Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, e a Molfetta (Bari) nella Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, nel 25.mo anniversario della morte di S.E. Mons. Tonino Bello (20 aprile 2018)
Programma 

*** Udienza ai partecipanti alla Conferenza “Tackling violence committed in the name of religion”. Discorso del Santo Padre
"La persona religiosa sa che Dio è il Santo e che nessuno può pretendere di appellarsi al suo nome per compiere il male. Ogni leader religioso è chiamato a smascherare qualsiasi tentativo di manipolare Dio per scopi che nulla hanno a che vedere con Lui e la sua gloria."
Alle ore 9.30 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla Conferenza “Tackling violence committed in the name of religion”. Riportiamo di seguito il discorso che il Santo Padre Francesco ha rivolto ai presenti all’incontro:
Discorso del Santo Padre
Cari amici,
vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra presenza. È molto significativo che i responsabili politici e i capi religiosi si incontrino e discutano tra loro su come contrastare la violenza commessa in nome della religione.
[Text: Italiano, English]
*** Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore e XXII Giornata Mondiale della Vita Consacrata
- "La giovinezza di un istituto sta nell’andare alle radici, ascoltando gli anziani. Non c’è avvenire senza questo incontro tra anziani e giovani; non c’è crescita senza radici e non c’è fioritura senza germogli nuovi. Mai profezia senza memoria, mai memoria senza profezia; e sempre incontrarsi"
Quaranta giorni dopo Natale celebriamo il Signore che, entrando nel tempio, va incontro al suo popolo. Nell’Oriente cristiano questa festa è detta proprio “Festa dell’incontro”: è l’incontro tra il Dio bambino, che porta novità, e l’umanità in attesa, rappresentata dagli anziani nel tempio.
Nel tempio avviene anche un altro incontro, quello tra due coppie: da una parte i giovani Maria e Giuseppe, dall’altra gli anziani Simeone e Anna. Gli anziani ricevono dai giovani, i giovani attingono dagli anziani. Maria e Giuseppe trovano infatti nel tempio le radici del popolo, ed è importante, perché la promessa di Dio non si realizza individualmente e in un colpo solo, ma insieme e lungo la storia. E trovano pure le radici della fede, perché la fede non è una nozione da imparare su un libro, ma l’arte di vivere con Dio, che si apprende dall’esperienza di chi ci ha preceduto nel cammino. Così i due giovani, incontrando gli anziani, trovano sé stessi. E i due anziani, verso la fine dei loro giorni, ricevono Gesù, senso della loro vita. Questo episodio compie così la profezia di Gioele: «I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» (3,1). In quell’incontro i giovani vedono la loro missione e gli anziani realizzano i loro sogni. Tutto questo perché al centro dell’incontro c’è Gesù.

[Text: Italiano, Français, English, Español, Português]
Tweet"Possa ogni uomo giungere a Cristo, Luce di verità, e il mondo progredire sulla via della giustizia e della pace." (2 febbraio 2018)