venerdì 16 febbraio 2018

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienza alla Comunità del Pontificio Collegio Maronita in Roma. Discorso di Papa Francesco:
- "Quando arriva la la tentazione di agire alla maniera del mondo occorre tornare subito alle radici, a Gesù che rifiutò il successo, la gloria, il denaro, perché l’unico tesoro che orientava la sua vita era la volontà del Padre"
Alle ore 12 di oggi, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza la Comunità del Pontificio Collegio Maronita in Roma, nella ricorrenza del decimo anniversario di approvazione del nuovo Statuto del Collegio.
Discorso del Santo Padre
Eccellenza, cari Fratelli,
vi saluto con affetto, contento di accogliervi. Quest’anno ricorre il decimo anniversario dell’approvazione del nuovo Statuto del vostro Collegio. È l’occasione, oltre che per incontrarci, anche per fare memoria della vostra storia e per approfondire le vostre radici. In realtà, questo stesso tempo che trascorrete a Roma è un tempo per rinsaldare le radici.
Penso alle radici presenti nel nome stesso della vostra Chiesa, che ci riporta a san Marone – lo avete celebrato pochi giorni fa – e, con lui, al monachesimo, a quella forma di vita che non si accontenta di una fede moderata e discreta, ma avverte il bisogno di andare oltre, di amare con tutto il cuore. Vite povere agli occhi del mondo, ma preziose per Dio e per gli altri. È attingendo a queste sorgenti pure che il vostro ministero sarà acqua buona per gli assetati di oggi. 
Udienza ai Membri dell’Associazione “Pro Petri Sede”. Discorso del Santo Padre: - "Con l’offerta generosa che donate al Successore di Pietro, voi contribuite alla missione della Chiesa di sostenere ogni persona, particolarmente quelle più povere e che hanno perso tutto a causa dell’emigrazione forzata"
Alle ore 12.30 di oggi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri dell’Associazione Pro Petri Sede convenuti a Roma in occasione dell’annuale pellegrinaggio.
Discorso del Santo Padre
Cari amici,
con gioia accolgo voi, membri dell’Associazione Pro Petri Sede, che siete venuti in pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Pietro per riaffermare la vostra fede e rinnovarvi nella vostra missione di carità verso il prossimo.
La vostra visita si colloca all’inizio della Quaresima, tempo propizio per ricentrarsi sul cuore della fede cattolica e sulla missione della Chiesa, alla quale ogni battezzato deve prendere parte.
[Text: Italiano, Français]
*** Conferenza Stampa sulla Riunione pre-sinodale (Roma, 19-24 marzo 2018) in preparazione alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei VescoviAlle ore 11.00 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la Conferenza Stampa sulla Riunione pre-sinodale che si svolgerà a Roma dal 19 al 24 marzo corrente, in preparazione alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Intervengono l’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale della Segreteria del Sinodo dei Vescovi; S.E. Mons. Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi; Stella Marilene Nishimwe, giovane del Burundi; e Filippo Passantino, giovane italiano. (...)
- Intervento dell’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri
- Intervento di S.E. Mons. Fabio Fabene
- Intervento di Stella Marillene Nishimwe
- Intervento di Filippo Passantino
- Documentazione e Link
(Tutti i testi)
*** Messa a Santa Marta. Qual è il vero digiuno
Quaresima: tempo privilegiato di penitenza e di digiuno. Ma quale penitenza e quale digiuno vuole dall’uomo il Signore? Il rischio, infatti, è di «truccare» una pratica virtuosa, di essere «incoerenti». E non si tratta solo di “scelte alimentari”, ma di stili di vita per i quali si deve avere l’«umiltà» e la «coerenza» di riconoscere e correggere i propri peccati.
È questa in sintesi la riflessione che, all’inizio del cammino quaresimale, il Pontefice ha proposto ai fedeli durante la messa celebrata a Santa Marta la mattina di venerdì 16 febbraio.
Parola chiave della meditazione, suggerita dalla liturgia del giorno, è stata “digiuno”: «Digiuno davanti a Dio, digiuno che è adorazione, digiuno sul serio», perché «digiunare è uno dei compiti da fare nella Quaresima». Ma non nel senso di chi dice: «Mangio soltanto i piatti della Quaresima». Infatti, ha commentato Francesco, «quei piatti fanno un banchetto! Non è cambiare dei piatti o fare il pesce in un modo, nell’altro, più saporito». Altrimenti non si fa altro che «continuare il carnevale»
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- "Il messaggio di Gesù è scomodo e ci scomoda, perché sfida il potere religioso mondano e provoca le coscienze."