domenica 4 febbraio 2018

Vaticano
(a cura Redazione "Il Sismografo")
Papa Francesco preoccupato perché di fronte al crescere di numerose insidie contro la vita, le mobilitazioni contrarie, in difesa di questo dono di Dio, non sembrano sufficienti. 
Cari fratelli e sorelle,
ieri, a Vigevano, è stato proclamato Beato il giovane Teresio Olivelli, ucciso per la sua fede cristiana nel 1945, nel lager di Hersbruck. Egli ha dato testimonianza a Cristo nell’amore verso i più deboli e si unisce alla lunga schiera dei martiri del secolo scorso. Il suo eroico sacrificio sia seme di speranza e di fraternità soprattutto per i giovani.
Oggi si celebra in Italia la Giornata per la Vita, che ha come tema «Il vangelo della vita, gioia per il mondo». Mi associo al Messaggio dei Vescovi ed esprimo il mio apprezzamento e incoraggiamento alle diverse realtà ecclesiali che in tanti modi promuovono e sostengono la vita, in particolare il Movimento per la Vita, di cui saluto gli esponenti qui presenti, non tanto numerosi.
E questo mi preoccupa; non sono tanti quelli che lottano per la vita in un mondo dove ogni giorno si costruiscono più armi, ogni giorno si fanno più leggi contro la vita, ogni giorno va avanti questa cultura dello scarto, di scartare quello che non serve, quello che dà fastidio. Per favore preghiamo perché il nostro popolo sia più cosciente della difesa della vita in questo momento di distruzione e di scarto dell’umanità.
Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni del Madagascar, recentemente colpite da un forte ciclone, che ha causato vittime, sfollati e ingenti danni. Il Signore le conforti e le sostenga.
Ed ora un annuncio. Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme.
Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, «risana i cuori affranti e fascia le loro ferite» (Sal 147,3). Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: “Che cosa posso fare io per la pace?”. Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!
Saluto tutti voi, fedeli di Roma e pellegrini venuti dall’Italia e da vari Paesi. Saluto il gruppo della diocesi di Cádiz e Ceuta (Spagna), gli alunni del collegio “Charles Péguy” di Parigi, i fedeli di Sestri Levante, Empoli, Milano e Palermo, e la rappresentanza della Città di Agrigento, a cui esprimo apprezzamento per l’impegno di accoglienza e integrazione dei migranti. Grazie! Grazie per quello che fate. Un saluto cordiale rivolgo ai volontari e ai collaboratori dell’associazione “Fraterna Domus” che opera da 50 anni a Roma per l’accoglienza e la solidarietà.
Auguro a tutti una buona domenica. Per favore non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!