sabato 17 febbraio 2018

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) Per la quarta volta Papa Francesco torna alla Casa del Divin Maestro, dei Paolini (Ariccia), località fuori Roma, per una settimana di Esericizi spirituali di Quaresima. Questo periodo di preghiera, digiuno e meditazione comincia domani pomeriggio, domenica 18 febbraio e si concluderà nella mattina di venerdì 23. Si rinnova dunque la scelta del Papa: realizzare gli esercizi spirituali lontano dal "posto di lavoro" come raccomanda Sant'Ignazio di Loyola. Lo scopo, comunicò la Segreteria di Stato qualche anno fa, è di poter risiedere in modo riservato e silenzioso lontano dagli uffici del lavoro abituale, per potersi dedicare con maggiore raccoglimento alla meditazione e alla preghiera.
Gli Esercizi spirituali (Exercitia spiritualia) sono un'opera di Ignazio di Loyola e costituiscono il metodo di spiritualità proprio della Compagnia di Gesù. Nel linguaggio comune e nel magistero cattolico sono così definite le pratiche di ritiro spirituale: "un insieme di meditazioni e di preghiere in un'atmosfera di raccoglimento e di silenzio" dove potrà particolarmente agire lo Spirito Santo, condotte tipicamente "con la mediazione di una guida spirituale", "in ordine alla purificazione del cuore, alla conversione della vita e alla sequela di Cristo, per il compimento della propria missione nella Chiesa e nel mondo". Sant'Ignazio, fondatore della Compagnia di Gesù, dà la definizione di Esercizi spirituali nella prima osservazione introduttiva dell'opera: « Con Esercizi spirituali si intende ogni modo di esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente e altre operazioni spirituali. Come, infatti, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di disporre l'anima a liberarsi di tutti gli affetti disordinati e, una volta eliminati, a cercare e trovare la volontà divina nell'organizzazione della propria vita per la salvezza dell'anima».
Una nota dell'Osservatore Romano ricorda che "la pratica degli esercizi spirituali per il Papa e la Curia romana ha avuto inizio nel 1925 con Pio XI, che chiamò a predicarli nella prima settimana di Avvento i gesuiti Giovanni Oldrà e Alessio Magni. È stato Paolo VI che nel 1964 li ha trasferiti al periodo quaresimale, affidandone quell’anno la predicazione al redentorista Bernard Häring. Fino al pontificato di Pio XII, infatti, erano invitati a tenere le meditazioni quasi esclusivamente membri della compagnia di Gesù italiani. Papa Montini invece ha cominciato a scegliere predicatori anche tra personalità religiose e culturali di diversa esperienza e provenienza".
2018
“Elogio della sete”, è il tema delle meditazioni scelto dal sacerdote portoghese, padre José Tolentino de Mendonça, chiamato dal Papa pre predicare gli Esercizi spirituali del Papa e della Curia Romana dell'anno 2018. “Per le meditazioni mi sono preparato nel silenzio e nella preghiera”, ha detto padre José Tolentino de Mendonça, 53 anni, vicerettore dell’Università Cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio Consiglio della Cultura, a Vatican News, e poi ha aggiunto: “Abbiamo una sete che è simile a quella di cui Gesù ha parlato sulla Croce. Gesù ha detto solo: ‘ho sete’. In questa parola c’è il riassunto del suo progetto, della sua umanità. Nella nostra sete abbiamo la possibilità di ritrovare la nostra umanità come Dio la vede”. “Dio – afferma il predicatore – non è soltanto un enigma, non solo una invisibilità. In Gesù Lui si è fatto vicino a noi. Pertanto negli esercizi spirituali la cosa più importante credo sia proprio restare aperti di fronte a questa vicinanza”. Padre Tolentino rivela di aver attinto alla poesia di Emily Dickinson quando scriveva che “la sete ci insegna il cammino dell’acqua” ma anche Fernando Pessoa, Clarice Lispector, Antoine de Saint-Exupéry e pure lo scrittore Tonino Guerra. “E’ un poeta che amo molto, racconterò una piccola poesia sotto forma di storia: Contento, proprio contento/sono stato molte volte nella vita/ma più di tutte quando/mi hanno liberato in Germania/che mi sono messo a guardare una farfalla/senza la voglia di mangiarla”. Il tema delle periferie, caro a Papa Francesco, sarà toccato da padre Tolentino  secondo Vatican News “perché – sottolinea il sacerdote portoghese – Cristo era un periferico, una voce nascosta e poi perché i cristiani oggi sono espressione di un cristianesimo non più centrale, urbano e occidentale”. Guardare alle periferie è l’invito del predicatore che ritiene come la sfida più urgente per la Chiesa di oggi sia riportare “la sete di Gesù al centro del cuore pulsante della cristianità”.
Predicatori degli Esercizi spirituali del Santo Padre Francesco
2014
P. Angelo De Donatis, oggi vescovo ausiliare di Roma
2015
P. Bruno Secondin
2016
P. Ermes Ronchi
2017
P. Giulio Michelini
2018
P. José Tolentino de Mendonça