sabato 17 febbraio 2018

Stati Uniti
Un invito a celebrare la giornata di preghiera e digiuno (23 febbraio) indetta da Papa Francesco per la Repubblica Democratica del Congo e per il Sud Sudan è stato rivolto a tutti i cattolici statunitensi dal presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Galveston-Houston, cardinale Daniel N. DiNardo. Alla giornata hanno aderito, tra gli altri, anche Pax Christi International, il World Council of Churches (Wcc) e i leader anglicani del Sud Sudan.Attraverso un messaggio diffuso nei giorni scorsi, il cardinale DiNardo fa riferimento a Papa Francesco quando in occasione dell’Angelus del 4 febbraio scorso, riflettendo sulla sofferenza causata dai violenti conflitti, ha ricordato che «Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia». «Per questo motivo — ha sottolineato il cardinale DiNardo — rivolgo un accorato appello affinché anche noi ascoltiamo questo grido e, ognuno di noi nella propria coscienza di fronte a Dio, ci chiediamo: “Cosa posso fare per la pace?”».
Il presidente della Conferenza episcopale statunitense ricorda dunque che «Papa Francesco ci ha esortato a osservare una giornata speciale di preghiera e digiuno per la pace venerdì 23 febbraio, con l’inizio della quaresima, con un’attenzione particolare e una preoccupazione specifica per la Repubblica Democratica del Congo e per il Sud Sudan. Purtroppo — ha aggiunto il porporato — il conflitto violento infuria tragicamente in entrambi i paesi. Il Sud Sudan ha ottenuto la sua indipendenza nel 2011 solo per trovarsi vittima della corruzione e di una sanguinosa guerra civile che non accenna a fermarsi. Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, il governo non riesce a onorare la Costituzione, nonostante gli sforzi compiuti dalla Chiesa cattolica volti a promuovere coraggiosamente una risoluzione pacifica del conflitto tra i partiti di governo e quelli di opposizione. In entrambi i paesi, le famiglie innocenti soffrono». L’arcivescovo di Galveston-Houston invita perciò i cattolici americani a rispondere «alla chiamata del Santo Padre a pregare e a digiunare per la pace. Trasformiamo il nostro digiuno in elemosina e sosteniamo il lavoro dei servizi di soccorso cattolici in entrambi i paesi. Possa Dio benedire il Sud Sudan, la Repubblica Democratica del Congo e il nostro mondo con la pace».
In un comunicato, come accennato, anche il Wcc ricorda che nella Repubblica Democratica del Congo, 4,3 milioni di persone sono sfollate e che quest’anno 13,1 milioni di persone avranno bisogno di assistenza umanitaria. Nel Sud Sudan, durante gli ultimi quattro anni di conflitto, due milioni di persone sono fuggite dalla nazione e circa 1,9 milioni di persone sono sfollate internamente. Altre sette milioni di persone all’interno del paese hanno bisogno di assistenza umanitaria.
Il segretario generale del Wcc, Olav Fykse Tveit, ha inviato una lettera alle Chiese membro, ribadendo come siano soprattutto i bambini, i giovani e le donne a essere tra le persone più colpite dalle crisi.
Il segretario generale di Pax Christi International, Greet Vanaerschot, ha esortato poi tutti i membri, i partner e i sostenitori dell’organizzazione a unirsi a questa preghiera per la pace. Tra le risorse messe a disposizione per prepararsi all’appuntamento, una meditazione di Marie-Louise Balagizi, (Pax Christi Bukavu, Repubblica Democratica del Congo). «La pace — si legge nel testo — ha una dimensione interiore oltre che esteriore: è quindi difficile acquisirla senza l’aiuto di Dio. La preghiera è il modo in cui chiediamo a Dio ciò che cerchiamo».
Secondo i responsabili religiosi anglicani del Sud Sudan, «la preghiera è molto importante perché è la nostra arma come cristiani. Gesù dice che se preghiamo fedelmente le montagne possono cadere nel mare. Abbiamo montagne davanti a noi: la guerra del male e l’uccisione di persone innocenti. Preghiamo perché Dio onnipotente rimuova questa guerra malvagia e ci porti la pace»
L'Osservatore Romano, 17-18 febbraio 2018.