venerdì 23 febbraio 2018

L'Osservatore Romano
Il Mediterraneo è «la “frontiera” più letale del mondo»: circa due persone su 100 perdono la vita nelle acque del Mare nostrum. Lo afferma il rapporto «Il Diritto d’asilo. Accogliere, proteggere, promuovere, integrare», presentato ieri a Ferrara dalla Fondazione Migrantes, dal quale emerge che tra il 2015 e il 2017 i migranti morti durante le traversate sono stati oltre 12.000. In dettaglio, nel 2016 le vittime erano state 5143, nel 2015 3771, mentre nel 2017 il dato è sceso a 3119.
Secondo lo studio, dal Mediterraneo nel 2017 sono arrivati in Europa 171.694 migranti e rifugiati. Erano stati 363.504 nel 2016 e 1.011.712 nel 2015.
Il primo paese di provenienza dei migranti è ancora una volta la Nigeria, seguita da Guinea, Costa d’Avorio, Bangladesh, Mali ed Eritrea. Secondo dati del ministero dell’interno italiano, nel 2017 hanno chiesto protezione in Italia circa 130.000 persone. Nel 2016 i richiedenti asilo erano stati 123.600, e 83.970 nel 2015. Il Viminale precisa inoltre che nel 2017 sono state esaminate le richieste di circa 80.000 richiedenti asilo, accordando protezione a oltre 30.000. Non si può dimenticare la larga maggioranza, poco meno del 60 per cento, che si è vista respingere la domanda. Questa percentuale è rimasta analoga a quella registrata nel 2016, mentre nei due anni precedenti era in forte crescita. A fine 2017 sono stati accolti in Italia 183.681 richiedenti asilo e rifugiati. E in questo caso la percentuale rappresenta il tre per mille dei residenti.
L'Osservatore Romano, 22-23 febbraio 2018.