martedì 16 gennaio 2018

Vaticano
Viaggio Apostolico del Santo Padre Francesco in Cile e Perù (15-22 gennaio 2018) – Parole del Papa nel volo Roma-Santiago
Sala stampa della Santa Sede
Ieri, sull’aereo che lo portava in Cile, per il Suo 22º Viaggio Apostolico, il Santo Padre Francesco, come di consueto, si è recato a salutare gli operatori dei media che lo accompagnano sul volo papale.
Introdotto dalla presentazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, il Papa ha rivolto ai giornalisti alcune parole. Ne riportiamo di seguito il testoː

Parole del Santo Padre
Greg Burke:
Santità, grazie. Grazie prima di tutto per il pensiero di stamattina: tutti abbiamo ricevuto la cartolina [con l’immagine del bambino] di Nagasaki. E grazie soprattutto per la possibilità di viaggiare con Lei. Siamo pieni: 70 persone, inclusi, credo, 12 di Cile e Perù, quindi 12 nuovi. Approfitto per dire loro che è un saluto, non sono 70 domande, quando adesso facciamo il giro.
Tutto qua. Forse Lei vuole dire qualcosa…
Papa Francesco:
Buongiorno!
Vi auguro buon viaggio. Mi hanno detto dall’Alitalia che il volo Roma-Santiago è il volo diretto più lungo che ha l’Alitalia: quindici ore e quaranta, o venti, non so… Avremo tempo per riposare, lavorare, tante cose. Grazie per il vostro lavoro che sarà impegnativo: tre giorni in un Paese, tre giorni nell’altro… Per me non sarà tanto difficile nel Cile perché ho studiato lì un anno, ho tanti amici, e conosco bene – mah, bene… conosco di più –. Invece in Perù conosco meno, perché ci sono andato due o tre volte per convegni, incontri.
Poi, Greg parlava di questo che vi ho dato [la cartolina]: questa l’ho trovata per caso. È stata scattata nel 1945, sul retro ci sono i dati. È un bambino, con il suo fratellino morto sulle spalle, mentre aspetta il suo turno davanti al crematorio, a Nagasaki, dopo la bomba. Io mi sono commosso quando ho visto questa [foto], e ho osato scrivere soltanto “Il frutto della guerra”. E ho pensato di farla ristampare e darla, perché un’immagine del genere commuove più di mille parole. Per questo ho voluto condividerla con voi.
E grazie per il vostro lavoro!
Greg Burke:
Grazie!