martedì 23 gennaio 2018

Vaticano
Al Forum di Davos l’appello del Papa a non tacere dinanzi alla sofferenza di milioni di esseri umani feriti nella dignità. La persona e i suoi diritti al centro dei modelli economici
L'Osservatore Romano
I modelli economici «devono rispettare un’etica di sviluppo integrale e sostenibile, basata su valori che pongano al centro la persona umana e i suoi diritti». Lo scrive Papa Francesco in un messaggio indirizzato al Forum economico mondiale che si svolge dal 23 al 26 gennaio a Davos, in Svizzera.
Nel messaggio — che è stato letto dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, durante la cerimonia di benvenuto svoltasi nel pomeriggio di lunedì 22 — il Pontefice esorta i partecipanti al vertice a non «rimanere in silenzio dinanzi alla sofferenza di milioni di persone la cui dignità è ferita» e a non «continuare ad andare avanti come se la diffusione della povertà e dell’ingiustizia non avesse una causa».
Per Francesco «creare le giuste condizioni per consentire a ogni persona di vivere in maniera dignitosa è un imperativo morale, una responsabilità che coinvolge tutti». E in questo senso interpella direttamente il mondo imprenditoriale, che «ha un potenziale immenso per produrre un cambiamento sostanziale aumentando la qualità della produttività, creando nuovi posti di lavoro, rispettando le leggi sul lavoro, combattendo la corruzione pubblica e privata e promuovendo la giustizia sociale, insieme alla giusta ed equa condivisione dei profitti».
Il Papa mette in guardia, in particolare, dal rischio della «frammentazione» che interessa l’ambito politico così come quello economico. E rileva come anche le nuove tecnologie stiano «trasformando i modelli economici e lo stesso mondo globalizzato che, condizionato da interessi privati e dall’ambizione del profitto a tutti i costi, sembra favorire l’ulteriore frammentazione e l’individualismo invece di facilitare approcci che siano più inclusivi». La stessa «intelligenza artificiale» e la «robotica» accrescono questo rischio e dunque — è l’appello del Pontefice — «devono essere impiegate in modo da contribuire al servizio dell’umanità e alla protezione della nostra casa comune invece che per l’esatto opposto, come purtroppo prevedono alcune stime».
L’invito che Francesco lancia ai leader mondiali è quello alla «responsabilità». Da esercitare, spiega, «con saggio discernimento, poiché le decisioni prese saranno fondamentali per modellare il mondo di domani e quello delle generazioni future». Pertanto, aggiunge, «se vogliamo un futuro più sicuro, un futuro che incoraggi la prosperità di tutti, è necessario mantenere la bussola sempre puntata verso il “vero Nord”, rappresentato dai valori autentici». Secondo il Papa, «è questo il tempo di prendere misure coraggiose e audaci per il nostro amato pianeta». Ed «è questo il momento giusto per tradurre in azione la nostra responsabilità di contribuire allo sviluppo dell’umanità».
L'Osservatore Romano, 23-24 gennaio 2018