domenica 24 dicembre 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** L'Angelus di  Papa Francesco il 24 dicembre
-  "Maria non si esalta di fronte alla prospettiva di diventare addirittura la madre del Messia, ma rimane modesta ed esprime la propria adesione al progetto del Signore"
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
In questa domenica che precede immediatamente il Natale, ascoltiamo il Vangelo dell’Annunciazione (cfr Lc 1,26-38). In questo brano evangelico possiamo notare un contrasto tra le promesse dell’angelo e la risposta di Maria. Tale contrasto si manifesta nella dimensione e nel contenuto delle espressioni dei due protagonisti. L’angelo dice a Maria: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (vv. 30-33).
È una lunga rivelazione, che apre prospettive inaudite. Il bambino che nascerà da questa umile ragazza di Nazaret sarà chiamato Figlio dell’Altissimo: non è possibile concepire una dignità più alta di questa. E dopo la domanda di Maria, con cui lei chiede spiegazioni, la rivelazione dell’angelo diventa ancora più dettagliata e sorprendente.
(Testo)
*** I saluti del Santo Padre dopo l'Angelus. "Desidero assicurare la mia preghiera alla popolazione dell’isola di Mindanao, nelle Filippine"
Cari fratelli e sorelle,
nell’attesa orante della nascita del Principe della Pace, invochiamo il dono della pace per tutto il mondo, specialmente per le popolazioni che più soffrono a causa dei conflitti in atto. Rinnovo in particolare il mio appello affinché, in occasione del Santo Natale, le persone sequestrate – sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli laici – siano rilasciate e possano tornare alle loro case.
Desidero assicurare la mia preghiera alla popolazione dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, colpita da una tempesta che ha causato numerose vittime e distruzioni. Dio misericordioso accolga le anime dei defunti e conforti quanti soffrono per questa calamità.
Saluto con affetto tutti voi, fedeli romani e pellegrini venuti da vari Paesi, famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni.
(Testo)

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- "Contemplando Gesù Bambino, amore umile e infinito, diciamogli semplicemente: “Grazie, perché hai fatto tutto questo per me!”"