venerdì 22 dicembre 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
E’ in libreria in questi giorni un nuovo Instant book dal titolo HUGO. E’ il dodicesimo libretto della collana della FONDAZIONE SANTINA ONLUS dal titolo #VoltiDiSperanza. L’agile libretto di un centinaio di pagine, edito da Marna Velar, viene venduto ad euro 5 per costruire un grande murales in ricordo delle vittime della violenza dei cartelli della droga ad Acapulco, la terza città più violenta del mondo, nello stato del Guerrero. Il libro narra la vicenda della tortura di un sacerdote messicano Padre Hugo e la sofferenza di alcune famiglie dello stato del Guerrero provocata dai narcos, dove Fondazione Santina il 20 novembre scorso ha inaugurato un ospizio per anziani e malati a San Luis de Acatlan. Riportiamo qui la copertina del libretto e l'introduzione scritta dal Direttore di Avvenire Marco Tarquinio.
Il seme dell'alba (Marco Tarquinio)
Le parole che state per leggere in questo piccolo e denso libro sono carezza e pietra, luce e schiaffo, fuoco che distrugge e fuoco che accende. Ma anche le più dure e sconvolgenti sono parole benedette.
Perché sono esattamente queste, e cioè parole con l’anima, quelle che meglio di tutte conoscono e sanno dire i due sacerdoti che hanno scritto le pagine di “Hugo”. Il primo è Hugo Hernández, che per decisione dell’altro Autore firma e al tempo stesso intitola questo volumetto di cui lui stesso è l’ispiratore. Il secondo è Luigi Ginami, che è l’organizzatore del vortice di bene generato dalla Fondazione Santina da cui emergono anche gli instant book della serie #VoltiDiSperanza.
Sono parole benedette quelle che state per leggere perché contengono e custodiscono innanzi tutto nomi di persone in carne e ossa, uomini e donne semplici, cristiani forse non sempre e non tutti esemplari agli occhi dei sentenziosi, ma tutti e sempre arrivati, pur in diversi modi, a vivere il martirio dei piccoli e dei giusti anche quando la loro vita non è stata fisicamente spezzata e il cammino dell’esistenza e della fede continua, e continua ancora, tra immeritate angustie, terribili difficoltà e fedeli ricominciamenti. Parole benedette perché accompagnano e danno profondità a nomi e volti che sono, specialmente, di umili e indimenticabili donne: Ines, Mauricia, Simona, Marta, Carina, Aida, Floriberta, Irene, Veronica… E perché accanto a loro ci sono quelli di uomini come Hector che ha convertito non solo la propria vita, ma anche quella di un padre assassino (ricordatevelo: potrebbe tornare presto a parlarci dalla copertina di un altro libro), o come il piccolo Ernesto, reso orfano due volte, o come l’onesto e mite Carlos ucciso per non aver potuto pagare un terzo “pizzo” mensile sui suoi magri guadagni…
Ma – credetemi – queste parole sono davvero benedizioni. Perché tengono vive e rendono udibili voci che i malvagi (delinquenti fuori legge e criminali che tengono in pugno la legge…) vorrebbero più che flebili e irrimediabilmente spezzate. Voci, al contrario, che restano nella memoria come quelle di testimoni credibili e tenaci e di vittime innocenti, figli e figlie degli “altri Stati Uniti” del Nuovo Mondo, gli Estados Unidos Mexicanos. Voci del popolo che abita e vorrebbe cambiare una terra squassata da una guerra non dichiarata ma ferocissima, che si combatte tra potenti e prepotenti sulla pelle dei pacifici e degli inermi, e soprattutto dei poveri.
Bisogna essere grati a chi – don Luigi e padre Hugo – ci consegna le parole e le voci che alle parole danno più valore, e non lo fa come in una svogliata predica di maniera, ma come in una dichiarazione d’amore per i fratelli uccisi, feriti e perseguitati e dichiarazione d’amore per Dio. Il nostro Dio che in quei volti e attraverso quelle voci parla e ci chiede giustizia. Il nostro Dio che si è fatto bambino e uomo tra i piccoli e i poveri, che è stato crocifisso, è morto ed è risorto e che ha cambiato per sempre la storia. Ogni storia anche quelle nelle quali sembra esserci soltanto sofferenza e buio. Troppe storie nel Messico di oggi, come spiega con la consueta efficacia la mia ottima collega di Avvenire Lucia Capuzzi nel rapido e acuminato saggio che segue questa piccola pagina introduttiva, sono purtroppo così. E questo piaga e insanguina la storia comune. Ma ai cristiani e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà non sono consentite indifferenza, resa, disperanza.
La luce deve ricominciare proprio quando la notte è più nera. Questo è un libro dove c’è anche, tenace, il seme dell’alba. Che è già stato piantato, e non una volta sola, ma va coltivato e in nessun modo va dimenticato e abbandonato. A ognuno, ovunque viva e agisca, spetta la propria parte di onesto lavoro, di fiduciosa preghiera, di umana solidarietà, di benedetto e risoluto impegno civile.
Marco Tarquinio
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Per chi volesse contribuire alla costruzione del murales fortemente voluto dall’Arcivescovo di Acapulco può ricevere informazioni al sito
https://www.youtube.com/watch?v=DiyE3_QjJuY
www.fondazionesantina.org o telefonando al numero 347.18027575.