venerdì 20 ottobre 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze 
*** Udienza di Papa Francesco ai partecipanti all’Incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali
- Le denunce del Santo Padre sull'aumento endemico e sistemico delle diseguaglianze, sullo sfruttamento del pianeta e sul lavoro non degno della persona umana
Alle ore 12.30 di oggi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’Incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
Discorso del Santo Padre
Illustri Signore e Signori,
saluto cordialmente i Membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e le personalità che partecipano a queste giornate di studio, come pure le istituzioni che sostengono l’iniziativa. Essa attira l’attenzione su un’esigenza di grande attualità come è quella di elaborare nuovi modelli di cooperazione tra il mercato, lo Stato e la società civile, in rapporto alle sfide del nostro tempo. In questa occasione, vorrei soffermarmi brevemente su due cause specifiche che alimentano l’esclusione e le periferie esistenziali.
La prima è l’aumento endemico e sistemico delle diseguaglianze e dello sfruttamento del pianeta, che è maggiore rispetto all’aumento del reddito e della ricchezza. Eppure, la diseguaglianza e lo sfruttamento non sono una fatalità e neppure una costante storica.
Non sono una fatalità perché dipendono, oltre che dai diversi comportamenti individuali, anche dalle regole economiche che una società decide di darsi. Si pensi alla produzione dell’energia, al mercato del lavoro, al sistema bancario, al welfare, al sistema fiscale, al comparto scolastico. A seconda di come questi settori vengono progettati, si hanno conseguenze diverse sul modo in cui reddito e ricchezza si ripartiscono tra quanti hanno concorso a produrli. Se prevale come fine il profitto, la democrazia tende a diventare una plutocrazia in cui crescono le diseguaglianze e anche lo sfruttamento del pianeta. Ripeto: questo non è una necessità; si riscontrano periodi in cui, in taluni Paesi, le diseguaglianze diminuiscono e l’ambiente è meglio tutelato.
(Testo)
*** Udienza  di Papa Francesco ai partecipanti all’Incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Le denunce del Santo Padre sull'aumento endemico e sistemico delle diseguaglianze, sullo sfruttamento del pianeta e sul lavoro non degno della persona umana
Alle ore 12.30 di oggi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’Incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
Discorso del Santo Padre
Illustri Signore e Signori,
saluto cordialmente i Membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e le personalità che partecipano a queste giornate di studio, come pure le istituzioni che sostengono l’iniziativa. Essa attira l’attenzione su un’esigenza di grande attualità come è quella di elaborare nuovi modelli di cooperazione tra il mercato, lo Stato e la società civile, in rapporto alle sfide del nostro tempo. In questa occasione, vorrei soffermarmi brevemente su due cause specifiche che alimentano l’esclusione e le periferie esistenziali.
La prima è l’aumento endemico e sistemico delle diseguaglianze e dello sfruttamento del pianeta, che è maggiore rispetto all’aumento del reddito e della ricchezza. Eppure, la diseguaglianza e lo sfruttamento non sono una fatalità e neppure una costante storica.
(Testo)
*** Il cordoglio del Santo Padre per la tragica morte della giornalista Daphne Caruana Galizia a Malta
Sala stampa della Santa Sede
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la tragica morte della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuta lunedì scorso a Malta, inviato, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin all’Arcivescovo di Malta, S.E. Mons. Charles J. Scicluna:
Telegramma
*** Messa a Santa Marta. Anime Truccate

Gli ipocriti vivono di «apparenza». E come «bolle di sapone» nascondono la verità a Dio, agli altri e a se stessi, ostentando una «faccia da immaginetta» per «truccare la santità». Da questo rischio Papa Francesco ha messo in guardia nella celebrazione eucaristica di venerdì 20 ottobre a Santa Marta, invitando a smascherare «la giustificazione dell’apparenza» — dire una cosa e farne un’altra — e chiedendo di dare sempre spazio alla «coerenza di vita» e alla «verità».
«Nella prima lettura — ha subito fatto notare il Papa riferendosi al passo della lettera ai Romani (4, 1-8) — l’apostolo Paolo continua a insegnarci quale sia il vero perdono di Dio, quello che è gratuito, quello che viene dalla sua grazia, dalla sua volontà e non quello che noi pensiamo di avere per le nostre opere». Del resto, ha spiegato Francesco, «le nostre opere sono la risposta all’amore gratuito di Dio che ci ha giustificato e che ci perdona sempre». E «la nostra santità è proprio ricevere sempre questo perdono».
L'Osservatore Romano
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- "Portiamo la fiamma dell’amore di Cristo all’umanità che ha tanto bisogno di vera felicità e di pace."