martedì 8 agosto 2017

Venezuela
Si acuisce lo scontro tra il presidente Maduro e l’opposizione. Migliaia di venezuelani in fuga verso il Brasile
L'Osservatore Romano
Migliaia di venezuelani sono in fuga dal loro paese, dove lo scontro tra il governo del presidente Nicolás Maduro e l’opposizione si fa sempre più aspro. Lunghe file di profughi si sono formate a Pacaraima, cittadina brasiliana dello stato di Roraima al confine con il Venezuela. La polizia locale informa che il numero di persone provenienti da Caracas è in costante aumento. Secondo dati ufficiali, le richieste di asilo politico di venezuelani in Brasile dal gennaio al giugno di quest’anno sono state oltre seimila.
La crisi interessa l’intero continente americano e i ministri degli affari esteri di 14 paesi della regione si sono riuniti a Lima per definire una politica comune. Il vertice è stato convocato dal presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski. Argentina, Barbados, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Giamaica, Messico, Panama e Santa Lucia hanno confermato la loro presenza, ha riferito il ministro degli esteri di Lima, Víctor Ricardo Luna Mendoza. «Vedremo come potremo agire collettivamente», ha spiegato Luna, secondo il quale la riunione potrebbe dar vita a un meccanismo di monitoraggio della crisi. Dal canto suo, Maduro ha accusato il Perú di lanciare «un’aggressione economica, politica, diplomatica e militare contro il Venezuela».
Sul fronte interno, lo scontro a Caracas tra il parlamento controllato dall’opposizione e la contestata costituente si sta inasprendo giorno dopo giorno. La prima decisione della costituente appena insediata è stata l’estromissione del procuratore generale, Luisa Ortega Díaz, che dopo un passato chavista si è schierata contro Maduro. Il provvedimento è stato respinto e definito illegale non solo dall’opposizione interna ma anche dagli Stati Uniti, dall’Unione europea e da sei paesi latinoamericani (Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Perú), che hanno dichiarato di non riconoscere la legittimità del successore designato per questo incarico, Tarek William Saab.
Si teme però che la costituente chavista prenda misure ancora più radicali. Il presidente dell’assemblea, Delcy Rodríguez, ha già annunciato la creazione di una cosiddetta commissione della verità, che disporrà di «ampie facoltà plenipotenziarie» per «punire i responsabili della sovversione», e le cui decisioni «saranno vincolanti per tutti i diversi poteri pubblici». I primi che potrebbero essere raggiunti da questi provvedimenti sono circa ottanta sindaci accusati di aver «favorito attività sovversive» e dirigenti dell’opposizione, come il vicepresidente del parlamento, Freddy Guevara.
Dinnanzi a questa radicalizzazione dello scontro, cominciano a vedersi i primi segni di un avvicinamento fra quanti da diverse provenienze criticano l’operato del presidente. Nei giorni scorsi si sono confrontati per la prima volta in un dialogo pubblico ex chavisti e membri dell’opposizione.

L'Osservatore Romano, 8-9 agosto 2017