mercoledì 2 agosto 2017

(Paolo Mastrolilli) Le urne del controverso referendum per la creazione di un' Assemblea Costituente in Venezuela si sono appena chiuse, ma già il regime di Nicolas Maduro mostra il suo volto dittatoriale. In piena notte ieri ha mandato la polizia politica Sebin a prendere gli oppositori Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, agli arresti domiciliari, per portarli nel famigerato carcere militare di Ramo Verde. Una mossa che il premier italiano Gentiloni ha condannato come «inaccettabile», unendosi così alle censure dell'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Zeid Ra' ad Al Hussein, e di molti altri leader internazionali.
Sotto pressione per le manifestazioni di piazza, che chiedevano di tenere le elezioni anticipate in un Paese ormai allo stremo, Maduro ha risposto convocando la consultazione del 30 luglio. L' obiettivo era esautorare l' opposizione e cancellare la democrazia, creando un' assemblea addomesticata per riscrivere la costituzione chavista, e dare al regime il potere di restare in carica senza termine. Al voto, secondo i dati forniti dallo stesso governo, ha partecipato solo il 41% degli aventi diritto. Un' affluenza, ammesso che sia vera, certamente non sufficiente a legittimare il cambio della legge fondamentale del Venezuela. Il regime però ha esaltato il risultato come un grande successo, e ha preso subito l' iniziativa per riportare in carcere Lopez, condannato a 13 anni per le proteste del 2014, e Ledezma, ex sindaco di Caracas di origini italiane. Il Tribunale Supremo di Giustizia ha spiegato la revoca degli arresti domiciliari con un fantomatico piano di fuga, e con le dichiarazioni che i due dissidenti avevano fatto in occasione del referendum. Fonti vicine all' opposizione sostengono che in realtà Maduro aveva accettato la mediazione dell' ex premier spagnolo Zapatero per evitare il referendum, ma in cambio aveva chiesto l' amnistia totale per le violenze commesse dal regime durante le proteste. In questa repressione sono state uccise oltre 120 persone, e gli oppositori hanno rifiutato. Maduro non voleva indire le elezioni per la presidenza, che in teoria dovrebbero tenersi l' anno prossimo, perché sapeva di perderle, così come aveva perso l' ultima consultazione per il Parlamento. Il regime non ha più l' appoggio della maggioranza del paese, come dimostra anche l' affluenza del 41% al referendum costituzionale. Quindi ha scelto di usare le forza, imponendo di fatto una dittatura. Gli Stati Uniti hanno condannato la sua mossa, imponendo sanzioni personali su Maduro, ma non escludono di decretare anche un embargo sulle esportazioni petrolifere, che metterebbe definitivamente in ginocchio l' economia già disastrata del Venezuela. (es) Resultados del #30J en Venezuela: ¿es estadísticamente posible la cifra de 8 millones de votantes? (CNN)