giovedì 3 agosto 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Rinuncia e nomina
*** Papa: ascoltare il grido dei cristiani in Medio Oriente. Lettera del cardinale Parolin a nome del Santo Padre ai Cavalieri di Colombo
“Nessuno di noi deve rimanere cieco davanti alle sofferenze” dei nostri fratelli e sorelle cristiani in Medio Oriente che “per guerre fratricide e fanatismi religiosi, sono costretti ad abbandonare le loro case o sono forzati a lasciare le loro terre”. Così Papa Francesco, nel messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione dell’annuale raduno, arrivato alla sua 135.ma edizione, dei Cavalieri di Colombo. Titolo della Convention (St.Louis, 1-3 agosto) “Sicuri dell’Amore e del Potere di Dio".
Il Papa esprime la propria gratitudine ai Cavalieri per il loro supporto a questi perseguitati, invitando a pregare “per coloro che sono nella necessità; per la conversione dei cuori; per la fine della spirale di violenza, odio e ingiustizie in quell’area del mondo”.
Oltre ad inviare il suo saluto e la sua benedizione, Francesco identifica proprio nell’esperienza dell’amore e della potenza di Dio e nella tradizione della storia dell’Ordine, il vero carisma dei Cavalieri, “unione fraterna e caritatevole di laici, lavoratori, mariti e padri”. 
Citando poi il famoso versetto della Lettera ai Romani di San Paolo (8,31) “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”, il messaggio ritorna all’invito di “combattere la crescita di una cultura globale dell’indifferenza che scarta i fratelli e le sorelle più deboli” e alla speranza che, attraverso il reale convincimento dell’infinita forza di Dio “i Cavalieri possano generosamente rispondere a questa sfida” rinforzando "la propria vocazione laica per lottare a favore della santificazione del mondo, svolgendo le quotidiane responsabilità con spirito evangelico e rivelando Cristo con la testimonianza della propria vita”. “In questo modo – prosegue il messaggio – aiuteranno a creare solide fondamenta per una società rinnovata”, “cambiare i cuori e costruire la pace”.
Ammirato dall’incessante sforzo dei Cavalieri di Colombo di difendere la famiglia, promuovendo la santità del matrimonio, la bellezza e dignità della vita familiare, e facendo il riferimento alla sua Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, eco delle preoccupazioni emerse dal Sinodo, Francesco dichiara ancora una volta quello stretto legame “tra la santità della vita familiare e quella della società intera”. “E’ nella famiglia – si legge nel messaggio – che impariamo a concepire il mondo come la nostra casa, nella quale siamo chiamati a vivere insieme, ad imparare la prossimità, il rispetto, il prendersi cura dell’altro e a considerare i doni ricevuti da Dio, come un bene da offrire per il bene di tutti”.
Fonte: Radio Vaticana
(en) Pope sends greetings to Knights of Columbus
*** Lettera del Papa per il trentesimo incontro di preghiera sul monte Hiei in Giappone. Nuovi cammini di pace 
Tutte le religioni devono «pregare e lavorare insieme per la pace», cercando di ricostruire «l’armonia nelle molte parti del mondo lacerate dalla guerra» e dal «terrorismo». È un vero e proprio appello a promuovere, a tutto campo, «relazioni giuste» e anche «solidarietà fraterna» quello che Papa Francesco ha lanciato nella lettera al venerabile Koei Morikawa, sommo sacerdote della denominazione buddista tendai, in occasione del trentesimo incontro di preghiera per la pace apertosi giovedì 3 agosto sul monte Hiei, a Kyoto in Giappone.
Come inviato personale del Papa, è stato il cardinale John Tong Hon, vescovo emerito di Hong Kong, a consegnate e a leggere la lettera. Il porporato è anche a capo della delegazione della Santa Sede di cui fanno parte l’arcivescovo Joseph Chennot, nunzio apostolico in Giappone, il vescovo Miguel Ángel Ayuso Guixot e monsignor Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage, rispettivamente segretario e sotto-segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.
L'Osservatore Romano